Quando “tre indizi fanno una prova”

 Quando “tre indizi fanno una prova”

Quando “tre indizi fanno una prova”.

Nell’ultima settimana a Roma sono accaduti tre fatti che dimostrano come una città, nonostante il suo governo, riesce ancora a credere in se stessa.

E’ successo che il nuovo presidente di Unindustria, Angelo Camilli, propone la candidatura di Roma ad ospitare Expo2030;
e poi è successo che al Senato, grazie ad un emendamento di Italia Viva e del Pd, la CasaInternazionale delle donne, messa sotto sfratto dall’amministrazione comunale, è salva;
infine, ultimo fatto, è stato bonificato da decine di volontari – nel disinteresse del Campidoglio – il Ponte della Musica dopo la denuncia pubblica della vedova del Maestro Trovajoli a cui è dedicato il bellissimo Ponte.

Possono sembrare tre aspetti, nella vita di una città, che non hanno nulla in comune.
In realtà sono tre esempi che riguardano la vita quotidiana di una metropoli: sviluppo, diritti, decoro.
Tre pilastri nei quali una comunità si riconosce e diventa tale.

Ciò che mi lascia senza parole è l’assenza, il silenzio, il disinteresse della sindaca di Roma Virginia Raggi. Un silenzio interrotto solo da un algido, e forse elettorale, “bene la proposta” di candidare Roma per Expo2030. 

Tre indizi che fanno la prova di un sindaca lontana anni luce dalle esigenze della città, impegnata solo in una discussione tutta interna al Movimento5stelle degna della migliore prima repubblica, spettatrice e non attrice protagonista quale dovrebbe essere un Sindaco di una Capitale. 

Penso che a questa pessima esperienza di governo, il centrosinistra debba rispondere, da subito, con proposte, squadra e candidato Sindaco all’altezza della sfida. 

Aspettare ancora significherebbe essere complici del declino di una città.
Possiamo permettercelo? Credo proprio di no.