Palestina, la pace va costruita e l’Europa può giocare un ruolo importante

Tra il 31 luglio e il 4 agosto insieme ai colleghi del Gruppo dei Parlamentari per la pace siamo stati in visita in Palestina. L’intento della visita era quello di parlare con chi da una parte e dall’altra promuove la via del dialogo e del confronto.

Sono stati giorni di incontri molto intensi e molto interessanti. Abbiamo parlato con membri del Governo e del Parlamento  palestinese, deputati ed ex deputati israeliani, giornalisti ed intellettuali  che hanno una posizione diversa rispetto alla linea del loro Governo. Abbiamo incontrato medici palestinesi, Abbiamo visto con i nostri occhi cosa significa questa guerra all'ospedale St. Joseph di Gerusalemme Est, dove vengono soccorsi i bambini vittime di attacchi a Gaza: basterebbero le immagini dei corpi mutilati che abbiamo visto a dare il senso del perchéènecessario costruire la pace e non solo invocarla. Abbiamo incontrato i cooperanti italiani in Cisgiordania e a Gaza, l'Italia migliore che ogni giorno rischia la propria vita per aiutare chi soffre. Racconti orribili sulla guerra e su un occupazione che il mondo sembra aver dimenticato.

Su Gaza si è abbattuta una vera e propria catastrofe umanitaria e la tregua tutt’ora in corso non puòessere sufficiente se non si arriva ad una soluzione definitiva del conflitto. Più di duemila vittime tra cui molte donne e bambini, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di sfollati che durante i bombardamenti hanno perso tutto, migliaia di abitazioni distrutte. La comunitàinternazionale abbia il coraggio di dire che si èsuperato ogni limite perchése ci si indigna di fronte al rapimento di un soldato non si puòrimanere inermi di fronte al massacro dei civili.

La mia speranza è che negli incontri al Cairo di questi giorni si inizi a parlare di una soluzione che non sia solo costituita dal cessate il fuoco, ma dalla risoluzione dei nodi che stanno alla base del conflitto israelo - palestinese: lo sblocco di Gaza con la riapertura dei valichi e la fine dell'occupazione della Cisgiordania.

Bisogna avere la forza di dire che ad un popolo vengono negati da troppi anni i diritti fondamentali e che una soluzione di pace sembra ancora troppo lontana. Basta visitare Hebron per accorgersi di quanto i loro diritti siano violati, da quelli economici a quelli politici. Molte strade sono precluse al passaggio per i cittadini palestinesi, sorvegliati a vista dai soldati e dai coloni. Non si puòpensare di arrivare a una soluzione fin quando non si riconosceràai palestinesi il diritto di vivere nei loro territori senza il controllo militare. E’necessario soprattutto che la comunità internazionale faccia qualcosa di concreto, non è più sufficiente invocare la pace, la pace va costruita e anche l'Europa può giocare un ruolo importante, se solo decidesse di giocarlo sul serio.