Violenza contro le donne, il decreto anti femminicidio è un buon punto di partenza

La violenza contro le donne è uno dei mali della nostra società e va debellato. Mantenere alta la soglia di attenzione, è la cosa migliore che noi tutti possiamo fare per raggiungere l'obiettivo di un mondo privo di brutalità e rispettoso del corpo delle donne.
Il femminicidio, ¬†e pi√Ļ in generale la violenza che le donne subiscono, √® un fenomeno che di tanto in tanto, secondo la gravit√† dei fatti di cronaca, viene posto sotto i riflettori. Ma non √® possibile reagire solo di fronte ad un assassinio.

Pi√Ļ di sei milioni di donne hanno subito violenza. Lo dice il rapporto dell'Istat del 2014. Ma questo √® solo il dato visibile di un universo molto pi√Ļ ampio. Molte, infatti, preferiscono il silenzio. Pi√Ļ di tre milioni di donne sono state vittime di stalking. Una violenza molto pi√Ļ sottile che recide i contatti sociali, isola e fa vivere nella perenne paura. I partner o ex partner commettono le violenze pi√Ļ gravi: il 62,7% degli stupri √® commesso da loro. E' terribile anche il dato dei bambini costretti ad assistere alle violenze: parliamo di circa il 60% dei casi. Di converso, e questo √® il dato positivo, aumenta la consapevolezza delle donne, aumenta la fiducia nelle forze dell'ordine e nella magistratura. Ma non basta. L'attenzione al femminicidio, allo stalking¬† e alla violenza sulle donne non pu√≤ essere legata solo al grave fatto di cronaca. La violenza ha varie forme, psicologiche ancora prima che fisiche. Segnali che vanno riconosciuti per tempo, prima che sia troppo tardi.
A livello legislativo il Parlamento di cui faccio parte e' intervenuto da subito. Sono state individuate tre aggravanti:

1) quando il fatto è consumato ai danni del coniuge, anche divorziato o separato, o del partner pure se non convivente.

2) Per chi commette maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori su donne incinta

3) Per la violenza commessa alla presenza di minori di 18 anni. Abbiamo approvato l'allontanamento urgente dalla casa familiare con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti di chi è colto in flagranza ed una norma per la quale  gli stalker potranno essere intercettati e sottoposti anche all'uso del braccialetto elettronico in caso di allontanamento dalla casa familiare. In ultimo la possibilità, da parte delle vittime, di avvalersi del gratuito patrocinio dello stato.
Abbiamo stanziato un totale di 17 milioni di euro. Nella nostra idea si dovevano sostenere le strutture esistenti e si doveva dare nuovo impulso sia ad una azione di sensibilizzazione e di contrasto al fenomeno.

Se per quanto riguarda le aggravanti abbiamo imboccato con coerenza la strada giusta, c'√® qualcosa da fare per ci√≤ che riguarda l'indirizzo politico dei finanziamenti. La prima cosa da fare √® creare una corsia preferenziale per le strutture esistenti, aumentando le dotazioni finanziarie. Il secondo fronte √® quello di evitare i finanziamenti a pioggia: accontentare tutti non vuol dire agire per il contrasto alla violenza, anzi. Ma qui va fatto uno sforzo comune, di sistema, allestendo macro progettazioni: pi√Ļ soggetti si mettano insieme maggiore sar√† l'efficacia del'azione sul campo.

In ultimo dobbiamo sostenere uno sforzo organizzativo e di semplificazione burocratica e investire maggiori risorse.
Reputo il decreto contro il femminicidio un punto di partenza, uno strumento di massima che mancava nel nostro paese. Ora bisogna adoperare, con efficacia, questo strumento. E' un compito che personalmente mi prefiggo come donna e come parlamentare.