UNA CITTA’ SENZA GOVERNO MUORE

Sono nata e cresciuta a Civitavecchia, amo questa cittĂ  e mi dispiace vederla abbandonata.

Quando un'amministrazione comunale non lavora, non decide, non da risposte lascia solitutti i cittadini. Un’amministrazione che divide tra chi ha votato bene e chi ha votato male tradisce la sua stessa funzione e lo spirito della democrazia. A lungo andare crea un clima teso che ostacola la collaborazione costruttiva tra le forze politiche e i cittadini.

Non voglio comporre l'elenco delle criticitĂ  che emergono nell'attuale maggioranza, sarebbe un lavoro lungo e finirei con il ripetere cose che sono di pubblico dominio. Ho evitato di intervenire fino ad oggi ma a 100 giorni dall'insediamento di questa giunta ritengo opportuno esprimere alcune considerazioni.

L’assessore ai servizi sociali che non da risposte, che riceve gli utenti con il contagocce, che, come disse l' assessore, "non svolge un servizio ad personam", più che un aiuto è una mina vagante pronta ad esplodere. Civitavecchia vive una situazione di autentica disperazione. Le foto circolate in questi giorni su nostri concittadini che vivono nelle baracche ci danno la dimensione di quanto la situazione sia grave. L’assessore ai servizi sociali del comune dovrebbe essere in prima linea. Così non è. La povertà, la necessità ed il bisogno, per questa giunta, pare siano più colpe da punire che situazioni da sanare. Ci sono fondi disponibili per comprare gli alloggi per l'emergenza abitativa. L'Amministrazione li usi. Così come dovrebbe procedere con la convenzione firmata con l'Ente Nazionale per il microcredito in modo da dare ai cittadini la possibilità di rateizzare il pagamento dellebollette dell'acqua. Non c'è bisogno di cancellare anche le cose buone fatte da precedentiamministrazioni solo per dimostrare di essere diversi.

L'emergenza occupazionale è forte. Occorre attrarre in fretta nuovi investimenti, avviare una politica di accoglienza nei confronti degli imprenditori che vogliono avviare un’impresa nella nostra città, stimolare l'imprenditoria locale, lavorare per ottenere finanziamenti dagli enti sovraordinati. Su questo fronte il comune tace. Non sappiamo neanche quale sia l'assessore con la delega alle attività produttive. Mentre il comune tace la zona industriale si spopola, l'interporto non decolla, imprenditori e commercianti chiudono, gli operatori economici, si vedano Tirreno power e Privilege, hanno difficoltà enormi. Dietro ogni impresa o esercizio commerciale che muore si consuma il dramma di intere famiglie, non si può rimanere inerti o peggio aumentare gli oneri per coloro che chiedono certificati.

Quando lavoratori in difficoltà come i tirocinanti della giustizia chiedono attenzione non si può non rispondere e disertare gli appuntamenti.

La città è sporca come non mai. E'ovvio che vanno denunciati gli irresponsabili che danno fuoco ai cassonetti, ma invece di teorizzare complotti e strategie della tensione l'amministrazione dovrebbe darsi da fare per svuotare i cassonetti e per tenere fede alle tante promesse di campagna elettorale su ambiente e rifiuti. La raccolta differenziata che doveva partire subito, ad oggi, anche a detta degli amministratori, stenta a decollare.

Potrei andare avanti ma mi fermo qui. Il punto è che una città va governata. Senza governo la città muore. Gli strumenti per la gestione di una città sono a disposizione di Sindaco e Giunta. Il Sindaco è stato eletto dai cittadini proprio con lo scopo di amministrare la città.

Tocca a loro darsi da fare e governare. Un’amministrazione che decide la si riconosce anche dagli atti amministrativi che produce. E a giudicare dai numeri 36 delibere di giunta in 100 giorni a fronte di 121 della precedente amministrazione nello stesso arco temporale, nonché 15 di consiglio rispetto a 39 danno un quadro esatto della mancanza effettiva di governo di questa amministrazione. Sulle intenzioni di questa Amministrazione su HCS c'è il buio più assoluto. Non abbiamo mai sentito neanche la voce dell'Assessore competente.

Sentire delegati che si auto incensano o leggere i post del Sindaco che si fa fotografarementre il sabato apre il portone del comune, vantandosi di lavorare anche il sabato e' uno spettacolo avvilente.

Dispiace ascoltare il Sindaco e i consiglieri comunali che ad ogni critica rispondono in maniera tanto stizzita quanto scomposta. In politica, soprattutto per chi governa, le critiche sono pane quotidiano. I cittadini ricordano le loro verso la passata Amministrazione. Una cittĂ  non si governa con i post ma con con le delibere che producono effetti e ad oggisono veramente poche.