Sulle fibrillazioni in maggioranza

Intervento del 25 Settembre 2013

Il momento delicato che attraversa la nostra città richiede un grandissimo sforzo amministrativo, la situazione drammatica in cui la città è stata abbandonata da scelleratezze che ancora oggi fatichiamo a quantificare per quantità e qualità pretende che chi intende la politica come attività di servizio nei confronti dei cittadini si assuma tutte le responsabilità che la vittoria elettorale e il conseguente ruolo di amministratore gli hanno consegnato.

Le fibrillazioni interne alla maggioranza sono momenti che servono a volte a stemperare incomprensioni che normalmente si accumulano nella dialettica amministrativa, ma se diventano croniche rischiano di ingolfare ulteriormente una macchina che è già pesantemente zavorrata.

Se infatti alla congiuntura nazionale particolarmente sfavorevole si unisce una situazione locale che ben conosciamo e che non fatico a definire complicatissima, si aggiungono polemiche che a volte risultano incomprensibili ai cittadini, personalizzazioni e protagonismi, il rischio è di ottenere un’azione amministrativa depotenziata rispetto alle intenzioni, questo una comunità che verte nelle condizioni di Civitavecchia non può permetterselo.

Auspico che in maggioranza prevalga la strada del dialogo e della progettualità e non la guerra di bande, che farebbe vittime solo tra i cittadini. La coalizione che governa Civitavecchia deve misurarsi con difficoltà esogene e non dilaniarsi al suo interno; saper prendere decisioni importanti in maniera compatta è una prova di maturità che può far ben sperare per il futuro. Raccolgo e rilancio dunque l’invito del PD locale a considerare il protocollo di Italcementi una delle tappe più importanti.

In oltre un anno alcuni risultati sono già stati conseguiti e i pericoli più gravi, tra cui il default del Comune sembrano essere stati messi in sicurezza, è arrivato dunque il momento di imprimere una svolta e non di governare col freno a mano tirato, i cittadini non lo capirebbero e sarebbe un autentico schiaffo al mandato elettorale.