Stop al femminicidio, no alla violenza sulle donne

Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Stando ai dati del rapporto Eures, nel 2013 in Italia ci sono state 179 vittime, un incremento del 14% rispetto al 2012; ma innumerevoli sono i casi che non si sono tramutati in tragedia e che non hanno conquistato le prime pagine. Ancora di più sono le torture psicologiche e fisiche che si sono consumate e continuano a verificarsi in silenzio, nelle coppie, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro.

In questa triste classifica il Lazio e la Campania con 20 donne uccise presentano nel 2013 il più alto numero di femminicidi tra le regioni italiane.    Una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali nella maggioranza dei casi da parte del partner o di un familiare "Picchiate in casa, molestate in strada, vittime di bullismo sul web. Questa pandemia di violenza può essere fermata ma non possiamo farlo da soli. Ci servono alleati per creare consapevolezza e a promuovere una cultura di 'tolleranza zero'.

Per la giornata di oggi l’arancio è il colore simbolo scelto dall'Onu (nella foto ad inizio post la foto simbolo della campagna United Colors of Benetton, realizzata a supporto di UN Women l’agenzia delle Nazioni Unite per promuovere l’eguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile) per un futuro senza violenza e proprio iniziano gli “Orange Days” contro la violenza: stavolta il tema è "Orange Your 'Hood",  colora di arancio il tuo quartiere, per una sensibilizzazione capillare e globale che parte da New York . Al tramonto oggi il New York Empire State Building e  il Palazzo di Vetro si illumineranno all'unisono di arancio. Due fari segno dell’impegno della società civile e dell’Onu per una campagna che sensibilizzi la popolazione. Bello sarebbe importare questa iniziativa nelle nostre città e colorarle d’arancio il 25 novembre prossimo.

A proposito di colori e azioni pratiche contro la violenza vi segnalo una iniziativa molto già interessante, già sperimentata in Toscana, e che presto, grazie alla legge regionale sulla violenza contro le donne, sarà realtà anche nel Lazio. Si tratta del “codice rosa" ovvero un ulteriore codice che si aggiunge a quelli già in uso al pronto soccorso (bianco, giallo, rosso, ecc.) e che serve a identificare le vittime di violenza e ad avviare immediatamente un percorso di tutela, gestito da personale socio-sanitario, magistrati, forze dell'ordine.

Ma in occasione di questa Giornata è giusto soprattutto ribadire quanto sia necessario sradicare dalla nostra cultura la violenza come gesto di sopraffazione, una questione che riguarda tutti indipendentemente dal genere e dall'età.

Le azioni di prevenzione, contrasto e punizione intraprese dai governi fin’ora sono state insufficienti. La violenza contro le donne resta una delle forme più gravi di violazione dei diritti umani a livello mondiale perché, qualunque sia la forma, o il luogo dove si manifesta, che sia la casa o il posto di lavoro, nega il diritto fondamentale delle donne di vivere in dignità e libertà.

Un grazie speciale al Telefono rosa e alle associazioni che ogni giorno assistono le donne vittime di violenza e di soprusi. È giusto vivere questo giorno come un momento di orgoglio e di fortissima militanza. La violenza esiste anche se non fa notizia e può essere sconfitta solo se siamo tutti uniti e determinati.