Siti di Interesse Nazionale

Interrogazione del 14 Novembre 2013

TIDEI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

il decreto legislativo n. 22 del 1997 (decreto Ronchi), il decreto ministeriale n. 471 del 1999, il decreto n. 152 del 2006 hanno definito i SIN, siti interesse nazionale, come siti individuabili in relazione alle caratteristiche precipue, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini sanitari ed ecologici nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali;

tali siti rappresentano delle aree contaminate considerate tra le piĂą delicate dallo Stato italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari;

con la legge n. 179 del 31 luglio 2002 venivano aggiunti nuovi siti (Venezia Porto Marghera; Napoli orientale; Gela e Priolo; Manfredonia; Brindisi; Taranto; Cengio e Saliceto; Piombino; Massa e Carrara; Casal Monferrato; Litorale Domizio-Flegreo e Agro aversano; n) Pitelli; Balangero; Pieve Vergonte; Sesto San Giovanni – aree industriali e relative discariche –; Napoli Bagnoli-Coroglio – aree industriali –; Pioltello e Rodano; Brescia-Caffaro; Broni; Falconara Marittima; Serravalle Scrivia; laghi di Mantova e polo chimico; Orbetello area ex Sitoco; aree del litorale vesuviano; aree industriali di Porto Torres; area industriale della Val Basento) e col decreto ministeriale dell'11 gennaio 2013 si trasferivano alle regioni alcuni siti di bonifica all'epoca classificati di interesse nazionale che non soddisfacevano i requisiti previsti ottenendo l'attuale elenco in cui sono 57 (28 dei quali interessano la fascia costiera) i siti di interesse nazionale sparsi in tutta Italia;

Civitavecchia non era e non è inserita tra i siti di interesse nazionale, malgrado allo stato attuale il comprensorio della città presenti delle criticità ambientali uniche in Italia: la centrale termoelettrica a carbone di Torrevaldaliga Nord, la centrale termoelettrica a ciclo combinato di Torrevaldaliga Sud (tali impianti rendono il territorio il polo energetico più grande del Paese), il primo porto crocieristico del Mediterraneo, una rete di elettrodotti lunga più di 100 chilometri che percorrono in lungo e in largo il territorio comunale, una rete di depositi costieri ultracinquantennali con notevoli inquinamenti da idrocarburi nel sottosuolo che rischiano di interessare la falda acquifera, uno stabilimento industriale (Italcementi) aperto nel 1896 e solo recentemente dismesso senza che si siano completati gli interventi di bonifica, un centro chimico militare che altro non è che una discarica di materiale spesso ad alto rischio;

a fine settembre 2013, i comuni dei siti di interesse nazionale si sono riuniti a Mantova per stilare e presentare una serie di istanze; si riporta di seguito il contenuto di tale documento: «i sindaci, nella loro veste di autorità comunale sanitaria poiché la salute di intere comunità e la tutela dei loro territori necessitano di un intervento netto e deciso, chiedono al Governo:

la dichiarazione dello stato di crisi ambientale e sanitaria per tutti i siti inquinati di interesse nazionale, così da poter avviare percorsi di bonifica con carattere di massima urgenza;

un intervento del legislatore al fine di revisionare/armonizzare la normativa specifica per la bonifica dei siti contaminati anche al fine di eliminare/chiarire aspetti normativi e tecnici ancora oggi molto controversi;

la predisposizione di un piano operativo delle bonifiche da parte dei Ministeri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico che venga condiviso con i comuni;

un provvedimento affinché la Cassa depositi e prestiti finanzi con “asse ad hoc” la messa in sicurezza, nei siti prioritari, dei fattori di rischio per salute e matrici ambientali, come da progetti esecutivi. Tali progetti devono essere validati dall'Agenzia Europea dell'Ambiente, e successivamente, per le aree certificate come “messe in sicurezza”, dovranno essere definite le nuove destinazioni d'uso, coerenti con le previsioni urbanistiche a scala locale;

la garanzia di adeguate risorse economiche e umane al Ministero dell'ambiente, all'ISPRA e alle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente, ciò al fine di rendere sempre più efficiente la Pubblica Amministrazione deputata per legge alle valutazioni dei progetti, al rilascio delle autorizzazioni ed alle attività di monitoraggio e controllo, così da accelerare le procedure di bonifica dei SIN;

la creazione di uno strumento per la comunicazione trasparente e tempestiva a cittadini ed enti locali di ogni informazione relativa allo stato ambientale e sanitario del sito ed al progredire delle azioni di risanamento;
l'adozione di un provvedimento che preveda di destinare ai Comuni che ricadono all'interno dei Siti di Interesse Nazionale almeno il 50 per cento dell'IMU degli opifici;

l'adozione di un provvedimento che preveda di destinare ai comuni che ricadono all'interno dei Siti di Interesse Nazionale i proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalitĂ  organizzata;

il condizionamento del rinnovo dell'autorizzazione ambientale integrata alla fornitura di idonee e qualificate garanzie costituite mediante polizza fideiussoria vincolata all'esecuzione delle specifiche opere di bonifica e al risarcimento del danno ambientale» –:

quali siano gli orientamenti del Ministro sui fatti riportati in premessa;
se non ritenga, alla luce di quanto premesso, che si renda necessario prendere in considerazione l'inserimento della cittĂ  di Civitavecchia nei siti di interesse nazionale. (4-02527)

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