RAGGI: VIETATO PARLARE DELL’ACQUA …

Esprimo, insime ai miei colleghi  Emiliano Minnucci, Renzo Carella, Andrea Ferro e Ileana Piazzoni, tutta la preoccupazione e lo sgomento per la decisione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, di convocare venerdì i 120 sindaci della provincia di Roma con l'intenzione di discutere di migranti, ma non dell'emergenza siccità che sta piegando la Regione Lazio e che ha già messo in ginocchio decine di Comuni dell'Area metropolitana di Roma soggetti al razionamento dell'acqua. La crisi idrica che sta interessando i Comuni della provincia è sotto gli occhi di tutti: dal prosciugamento del lago di Bracciano ai gravi disagi che si stanno manifestando nei territori colpiti dagli incendi è evidente che occorre intervenire con tempestività, evitando di scaricare le responsabilità sulla Regione Lazio e sul presidente Nicola Zingaretti, come anche oggi ha fatto la sindaca di Roma.

L'impatto della siccità è devastante. Coltivazioni rovinate, danni per gli agricoltori e per i produttori, disagi enormi per i cittadini: i sindaci della provincia di Roma
devono essere coinvolti per mettere a punto una strategia puntuale e che parta dalla consapevolezza che occorre fornire risposte ai territori, ma la Raggi sembra interessata a ben altro.

La riunione di venerdì è l'ennesima dimostrazione dell'allergia che la Raggi nutre nei confronti della Città metropolitana, che considera di serie B rispetto al territorio della Capitale.