Proposta di legge: “Interventi per favorire l’accoglienza e l’integrazione sociale dei minori non accompagnati” 

Proposta di legge: “Interventi per favorire l’accoglienza e l’integrazione sociale dei minori non accompagnati” 

Proposta di legge regionale concernente:

“Interventi per favorire l’accoglienza e l’integrazione sociale dei minori non accompagnati” 

 

di iniziativa del Consigliere

Marietta Tidei

 

Sommario

Capo I

Disposizioni generali

Art. 1 (Finalità e oggetto)

Art.2 (Consulta regionale per i minori non accompagnati)

 

Capo II

Politiche attive per favorire l’integrazione sociale dei minori non accompagnati

Art. 3 (Interventi per favorire l’integrazione sociale)

Art. 4 (Soggetti beneficiari)

Art. 5 (Criteri e modalità per la concessione dei finanziamenti)

Art. 6 (Tutore volontario)

Art. 7 (Polizza assicurativa)

 

Capo III

Disposizioni finanziarie e finali

Art. 8 (Disposizione finanziaria)

Art. 9 (Entrata in vigore)

 

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Capo I

Disposizioni generali

  

Art. 1

(Finalità e oggetto)

La Regione, nel rispetto dei principi costituzionali, della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata in Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176, delle disposizioni legislative vigenti nonché degli articoli 6 comma 2 e 7 comma 2, lettere a), b), c), h) m) ed o) dello Statuto, promuove e sostiene interventi in favore dei minori stranieri non accompagnati, così come definiti dall’articolo 2   della legge 7 aprile 2017 n. 47 (Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati), di seguito denominati minori.

  1. La Regione, mediante il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza di cui alla legge regionale 28 ottobre 2002, n. 38 (Istituzione del garante dell’infanzia e dell’adolescenza) e successive modifiche, di seguito denominato Garante, provvede, in attuazione delle disposizioni statali, alla selezione e alla formazione dei tutori volontari ai fini della loro iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 11 della l. 47/2017, favorendo la massima vicinanza territoriale tra il tutore e il minore.
  2. Al fine di sostenere la crescita educativa, sociale e psicologica del minore, valorizzarne il benessere tra pari e prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza, la Regione finanzia programmi, progetti ed interventi presentati dalle istituzioni scolastiche, dagli enti locali, dagli enti ecclesiastici, dalle associazioni e dalle organizzazioni rientranti nell’ambito degli enti del Terzo settore, così come definiti ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore), finalizzati all’integrazione dei minori nel territorio regionale.

 

Art.2

(Consulta regionale per i minori non accompagnati)

  1. Per garantire una sinergia tra le istituzioni ed i soggetti che sul territorio operano mediante azioni di supporto a favore dei minori, è istituita, ai sensi dell’articolo 75 dello Statuto, presso la Presidenza della Regione, la Consulta regionale per i minori non accompagnati, di seguito denominata Consulta.
  2. La Consulta è costituita con decreto del Presidente della Regione e si avvale del supporto del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza di cui alla legge regionale 38/2002, della Consulta regionale per l’immigrazione di cui all’articolo 23 della legge regionale 14 luglio 2008, n. 10 (Disposizioni per la promozione e la tutela dell’esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati), dell’Osservatorio regionale contro il razzismo e la discriminazione di cui all’articolo 26 della l.r. 10/2008,  dell’Osservatorio permanente sulle famiglie di cui all’articolo 10 della legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 (Interventi a sostegno della famiglia) e successive modifiche.
  3. La Giunta regionale, con regolamento di attuazione ed integrazione, ai sensi dell’articolo 47, comma 2, lettera b) dello Statuto, sentita la commissione consiliare competente, stabilisce la composizione e le funzioni della Consulta, nonché le modalità di costituzione e funzionamento di eventuali tavoli istituzionali permanenti, quali strumenti operativi di raccordo con il territorio. Ai componenti della Consulta non compete alcun compenso o gettone di presenza.

 

Capo II

Politiche attive per favorire l’integrazione sociale dei minori non accompagnati

Art.3

(Interventi per favorire l’integrazione sociale)

  1. La Regione, per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1 comma 3, sostiene e finanzia programmi, progetti ed interventi, compresi quelli di carattere multiculturale, presentati dalle istituzioni scolastiche, dagli enti locali, dagli enti ecclesiastici, dalle associazioni e dalle organizzazioni di cui all’articolo 4 del d.lgs 117/2017 diretti a contrastare ogni forma di discriminazione e tesi a favorire il rispetto della dignità della persona, la valorizzazione delle diversità, la tutela dell’integrità psico-fisica dei bambini e degli adolescenti.
  2. Sono ammessi ai finanziamenti, nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 8 i programmi, i progetti e gli interventi concernenti:
  3. la realizzazione di campagne di sensibilizzazione ed informazione per favorire la diffusione della figura del tutore volontario di cui all’articolo 6, anche attraverso l’istituzione di appositi sportelli informativi presso gli enti locali con formazione del personale addetto;
  4. le campagne promosse dagli enti locali, ai sensi dell’articolo 7 della legge 47/2017, volte a sensibilizzare e formare affidatari per favorire l’affidamento familiare dei minori in via prioritaria rispetto alle strutture di accoglienza;
  5. l’avvio di progetti culturali, sociali e sportivi sui temi del rispetto delle diversità tra le persone nel rispetto del principio costituzionale di uguaglianza tra individui, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, finalizzati all’inclusione sociale e relazionale dei minori;
  6. l’organizzazione di corsi di formazione per il personale scolastico, per gli operatori sportivi e gli educatori in generale volti all’acquisizione di idonee tecniche psico-pedagogiche, comprese quelle rivolte all’ascolto dei bambini e degli adolescenti che versano in particolari condizioni di vulnerabilità, nonché di pratiche educative finalizzate a favorire un’efficace azione di integrazione del minore nel tessuto sociale;
  7. l’attivazione di progetti di rete che promuovano, previo accordo, forme permanenti di collaborazione anche con i servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, delle prefetture – uffici territoriali del Governo, delle forze dell’ordine, delle aziende sanitarie locali e degli enti locali.

3.La Regione attua ogni iniziative diretta a garantire ai minori pari condizioni di accesso ai servizi scolastici, compresi quelli dell’infanzia e gli interventi in materia di diritto allo studio previsti dalla normativa regionale vigente.

 

Art. 4

(Soggetti beneficiari)

Beneficiano dei finanziamenti relativi agli interventi di cui all’articolo 3, i programmi e i progetti presentati dai comuni singoli o associati, dai municipi, dalle istituzioni scolastiche, dagli enti ecclesiastici nonché dalle associazioni e dalle organizzazioni di cui all’articolo 4 del d.lgs 117/2017.

 

Art. 5

(Criteri e modalità per la concessione dei finanziamenti)

  1. Per l’accesso ai finanziamenti previsti all’articolo 4, la Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere della commissione consiliare competente, con apposita deliberazione determina in particolare:
  2. a) i criteri e le modalità per la redazione, da parte dei soggetti beneficiari, dei programmi e dei progetti relativi alla realizzazione degli interventi di cui all’articolo 3;
  3. b) le modalità per la presentazione delle domande di ammissione ai finanziamenti;
  4. c) i criteri e le modalità per la valutazione delle domande e per la formazione della graduatoria relativa agli interventi ammessi, tenuto conto delle aree maggiormente interessate dal fenomeno migratorio;
  5. d) le modalità di erogazione dei finanziamenti;
  6. e) i criteri e le modalità per la verifica dello stato di attuazione degli interventi ammessi, le modalità di rendicontazione da parte dei soggetti beneficiari ed il controllo delle spese sostenute, nonché le modalità per l’eventuale revoca dei finanziamenti.
  7. Alla concessione dei finanziamenti la Regione provvede con apposito avviso pubblico da adottarsi nel rispetto di quanto stabilito nella deliberazione di cui al comma 1. I finanziamenti concessi non sono cumulabili con quelli previsti da altre disposizioni regionali per i medesimi progetti.

 

Art. 6

(Tutore volontario)

  1. La Regione, attraverso l’Ufficio del Garante di cui all’articolo 1 comma 2, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 11 della l. 47/2017, provvede alla selezione e alla formazione dei privati cittadini che si rendono disponibili ad operare in qualità di tutore volontario, di seguito denominato tutore, nel territorio del distretto di competenza.
  2. La formazione di cui al comma 1, è finalizzata all’iscrizione all’elenco dei tutori volontari istituito presso il Tribunale dei minorenni ai sensi dell’articolo 11 della l. 47/2017.
  3. Il Garante, sulla base di protocolli d’intesa stipulati con il Tribunale per i minorenni, adotta, nel rispetto delle Linee guida predisposte dall’Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia del 25 maggio 2017, un apposito avviso pubblico per la selezione e la formazione dei tutori ai fini dell’iscrizione all’elenco di cui al comma 2.
  4. Sulla base di appositi protocolli d’intesa stipulati con il Tribunale dei minori, il Garante può provvedere, nel rispetto delle Linee guida di cui al comma 3, ad organizzare idonee forme di aggiornamento continuo dei tutori anche attraverso la sperimentazione di azioni di accompagnamento.

 

Art. 7

(Polizza assicurativa)

1 La Regione, nell’ambito della previsione di cui all’articolo 8, destina apposite risorse per la stipula di polizze assicurative in favore dei tutori iscritti all’elenco di cui all’articolo 6 comma 2 ed operanti sul territorio regionale, per la copertura degli eventuali danni verificatisi durante l’adempimento dei relativi compiti di tutela.

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Capo III

Disposizioni finanziarie e finali

 

Art. 8

(Disposizione finanziaria)

 

  1. Agli oneri di cui alla presente legge si provvede mediante il nuovo stanziamento pari ad euro 150.000,00 esercizio finanziario 2019, nell’ambito del programma 04 denominato “Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale” di cui alla missione 12 denominata “ Diritti sociali, politiche sociali e famiglia”, la cui copertura è garantita dal prelevamento di pari importo, esercizio finanziario 2019, dal programma 03 denominato “ Altri fondi” di cui alla missione 20 denominata “ Fondi e accantonamenti”.

 

Art. 9

(Entrata in vigore)

.La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL)