Osce, monitoraggio elezioni in Turchia. Vince Erdogan tra luci e ombre

Lo scorso 10 agosto ho partecipato ad una missione di monitoraggio organizzata dall' Osce in occasione delle elezioni presidenziali turche.
Insieme agli altri membri della delegazione italiana, ho scelto di svolgere il monitoraggio nella provincia di Diyarbakir, la splendida città della Turchia con la maggiore presenza curda, vista la centralità che la questione curda ha assunto anche dopo la nascita dell'IS.
Erdogan ha vinto con il 51,9% dei voti. Le elezioni si sono svolte con regolarità. Lo sfidante principale Ekmeleddin Ishanoglu, candidato di una coalizione di nove partiti non ha raggiunto il 40%.
Per molti commentatori quella di Ishanoglu era una candidatura debole e poco attraente e anche l’unione tra il il Partito popolare repubblicano (Chp) e il Partito del Movimento nazionalista (Mhp), non è sembrata credibile.
Una buona affermazione l’ha avuta Demirtas, un avvocato curdo di 41 anni che con il 9,7% può rappresentare una speranza per il futuro e soprattutto porre con forza questione curda al centro dell'agenda politica del prossimo governo.
Sul risultato ha sicuramente pesato l'andamento dell'economia turca che negli ultimi anni ha registrato altissimi tassi di crescita e il miglioramento complessivo delle condizioni di vita dei cittadini.
Enormi investimenti pubblici, modernizzazione delle infrastrutture e grandi piani di edilizia residenziale pubblica.
La campagna elettorale è stata contraddistinta da numerose polemiche sull’autoritarismo di Erdogan e sulle frequenti violazioni della libertà di stampa.
Alcuni direttori di quotidiani che avevano espresso posizioni critiche nei confronti del Presidente del Consiglio sono stati rimossi e l’opposizione ha accusato Erdogan di aver praticamente invaso tutti i mezzi di informazione di aver investito risorse ingenti nella campagna elettorale.
Sono in molti a pensare che si approfitterà di una vittoria così schiacciante per indire elezioni parlamentari anticipate e cambiare la costituzione per conferire al Presidente della Repubblica maggiori poteri.
Sono molte le questioni che la Turchia dovrà affrontare, dalla questione curda, a quella della sicurezza dei propri confini, all'avanzata dell'IS e ai i profughi che continuano ad arrivare dalla Siria.
Ciò che mi ha comunque colpito è  l'enorme dinamismo di questo grande Paese che mi ha convinto ancora di più che l'Europa abbia commesso un errore enorme a non procedere nei negoziati per l'adesione.