NAVE COSTA: NO MOTIVI ECONOMICI PER SCELTA PORTO


 La scelta per il porto di smantellamento della
nave Costa Concordia sia coerente con la linea gia' tracciata dai
precedenti ministri dell'Ambiente, Clini e Orlando: si tenga
soprattutto conto degli aspetti ambientali e non solo di quelli
economici, che fino ad adesso sembrano i soli a essere stati presi
in considerazione. Dopo che l'operazione di rotazione e rimessa in
galleggiamento della nave Concordia e' stata salutata
da tutto il mondo come una rivincita dell'orgoglio nazionale, il
suo smantellamento all'estero o l'abbassamento della guardia sulla
difesa dell'ambiente costituirebbero una sconfitta gravissima.

Si ha l'impressione che nella scelta del consorzio che dovra' smantellare la nave, la societa'
Costa Crociere sia interessata quasi esclusivamente all'aspetto
economico, quasi dimenticando il ricordo del naufragio, dei lutti
e il danno all'immagine dell'Italia nel mondo, conseguenza
dell'imperizia del suo personale, sia sulla nave che a terra.

Daparte del Governo si e' invece obbligata Costa Crociere a seguire un iter virtuoso, volto piu' alla protezione dell'ambiente marino del Giglio e dell'arcipelago toscano ricordando, a piu' riprese, che il relitto e' un 'rifiuto' che secondo le direttive europee e le convenzioni internazionali non puo' essere portato a spasso nel Mediterraneo, ma deve essere recapitato nel sito piu' vicino per essere bonificato e smaltito.

ROMA, 12 Maggio