Migration Compact, una proposta del governo italian0 per dare nuova linfa all’Europa

Al Consiglio degli Affari esteri dell'Unione europea sar√† distribuito in modo ufficioso un documento che pu√≤ lasciare un'impronta decisiva sulle politiche per l'immigrazione: il Migration Compact, una proposta elaborata dal governo italiano per dare nuova linfa a un'Europa che non pu√≤ piegarsi ai muri e ai fili spinati. √ą il momento di rilanciare. La visita di Papa Francesco nell'isola greca di Lesbo, cuore e immagine emblematica del dramma dei profughi, ha segnato uno spartiacque, simbolico e non solo, su un tema, quello dell'immigrazione, che richiede a tutti, e su vari livelli, un diverso e pi√Ļ incisivo impegno. Volgere lo sguardo altrove non √® possibile. La politica, intesa nel suo senso lato cio√® luogo delle decisioni, √® chiamata a uno sforzo maggiore. Dalla capacit√† della politica di raggiungere nuovi e imprescindibili obiettivi si misurer√† la stessa sopravvivenza di alcuni concetti e valori a iniziare da quelli che sottendono al progetto della grande famiglia dell'Unione europea.

L'Europa può dirsi, oggi, una famiglia dove tutti i componenti partecipano alla costruzione del bene comune non solo per il proprio nucleo ma anche e soprattutto per chi cerca riparo e rifugio nella famiglia europea per sfuggire a guerre, regimi, povertà e fame? Inutile nasconderci e nasconderlo agli altri: la risposta è no. Un no, tuttavia, che non può e non deve rimanere tale. Di fronte alle minacce che giungono dall'Austria per la costruzione di un muro al Brennero, ai muri e ai fili spinati che alcuni Paesi del blocco europeo dell'Est ritengono la soluzione ai flussi migratori, dobbiamo rispondere con ben altri toni e soprattutto con ben altre azioni perché i muri e i fili spinati non hanno mai fermato e non fermeranno l'esodo dei tanti profughi in cammino, via terra e sulle carrette del mare, verso l'Europa.

A questo sforzo collettivo il governo italiano sta contribuendo in maniera determinante. Dal vertice de La Valletta, che si √® tenuto a Malta lo scorso novembre, a oggi, √® innegabile che sono stati fatti dei passi in avanti. Allora ci si focalizz√≤ su un punto che ritengo importante, quello cio√® del sostegno dei profughi nelle loro terre d'origine. Il premier italiano Matteo Renzi spieg√≤ bene la centralit√† di questo ragionamento: "Bisogna mettere l'Africa al centro dell'iniziativa europea. √ą inutile piangere sulle migliaia di sorelle e fratelli morti nel Mediterraneo se poi non si ha la forza di reagire". Parole nette e incisive, che vanno condivise. Da quel novembre molto √® cambiato e l'Italia non si √® mai tirata indietro a Bruxelles per far cambiare direzione a un'Europa incerta, dove qualcuno pensa che la strada dei nazionalismi e degli egoismi possa portare da qualche parte.

La riflessione e l'azione che il governo italiano ha voluto mettere in campo è confluito nel "Migration
Compact", un documento che ha la legittima ambizione di configurarsi come una road map sulle politiche dell'immigrazione. Ritengo che questo documento vada nella giusta direzione e in particolare uno dei suoi punti, quello del rafforzamento della cooperazione con i Paesi terzi, rappresenta a mio avviso uno degli elementi su cui devono concentrarsi gli sforzi di tutti.

L'Europa deve acquisire la consapevolezza definitiva che la soluzione autoconfezionata in casa propria non può funzionare: in altre parole non si può prescindere dagli accordi con chi sta al di fuori delle frontiere europee. Da Malta al "Migration Compact" c'è, in altre parole, un filo rosso che si traduce nella necessità di aiutare le popolazioni che oggi sono in difficoltà nei loro Paesi, dal Nordafrica e Centrafrica all'Asia, e che sono costrette a trovare altrove non solo un futuro migliore ma in tantissimi casi anche l'unica speranza di sopravvivenza. Servono aiuti e interventi in Africa e per questo l'Unione europea deve farsi portatrice di una strategia che punti agli aiuti ai Paesi africani e a intervenire in Africa per bloccare i viaggi della morte.

La proposta italiana deve essere condivisa e l'Europa deve rivendicare, con orgoglio, la necessità di restare unita. Condivisione e lungimiranza, invece che provvedimenti-tampone per fronteggiare l'emergenza, devono essere i principi basilari che devono guidare l'azione dell'Europa. E c'è un aspetto, su tutti, che non è affatto retorico e che risiede nelle parole con cui Papa Francesco ha commentato i disegni che ha ricevuto dai bambini profughi a Lesbo: umanità. E' una parola, questa, che in tanti hanno dimenticato, ma che è necessario porre al centro della nostra azione. A livello europeo, ma anche a livello nazionale e locale. Siamo chiamati a fare tutti la nostra parte. Restiamo umani.

questo articolo è stato pubblicato su huffingtonpost.it