La mia lettera a Nicola Zingaretti per tutelare le specificità della Asl Rmf

Caro Presidente,

La sanità rappresenta un settore strategico nella nostra Regione come in tutto il Paese. Desidero innanzitutto esprimere apprezzamento  per gli sforzi profusi dall'amministrazione regionale per uscire dal Piano di rientro e, più in generale, per tutta l'attività politica e normativa volta a rendere il sistema sanitario della nostra Regione più efficiente e soprattutto più vicino alle esigenze dei cittadini, attraverso un'operazione di razionalizzazione della spesa e di miglioramento dei servizi.
Voglio tuttavia porre alla tua attenzione la situazione della Asl Roma F perché, da quanto è emerso dalla Conferenza dei sindaci che si è tenuta due giorni fa, sembra delinearsi un quadro sfavorevole se confrontato con quello delle altre Asl.
Da molti sindaci è stato apprezzato l'impegno del direttore generale Quintavalle e della Direzione strategica per la riprogettazione della  sanità locale: si è trattato di un lavoro minuzioso di analisi di contesto e di possibili strategie per il futuro, ma restano in campo molte criticità. La Asl Roma F copre un territorio molto vasto e dalle specificità molto peculiari.
Penso, in questo senso, ai grandi flussi migratori che contraddistinguono alcuni Comuni come Anguillara, Bracciano, Formello, Ladispoli, Cerveteri e Fiano.
Non solo: penso, ancora, alle centinaia di migliaia di croceristi che ogni anno transitano a Civitavecchia e a un trend di crescita demografica molto intenso.
Esprimo la mia preoccupazione sul futuro della pediatria ospedaliera del San Paolo e della probabile inter-aziendalizzazione, con Viterbo, dell'area ostetrico-ginecologica. Assistiamo, inoltre, a un drastico ridimensionamento dell’ospedale di Bracciano che perde di colpo 60 posti letto: un taglio compensato solo virtualmente con l'assegnazione di una trentina di posti letto in più al San Paolo, che, tuttavia, non potrà usufruirne per mancanza di infrastrutture e risorse.
Dalla riunione, inoltre, sembrerebbe confermato lo smantellamento progressivo dell’autonomia del Centro trasfusionale che dipenderà funzionalmente dal San Filippo, e non rileviamo nessuna integrazione di personale, nonostante da anni ne viene segnalata la carenza cronica.
Purtroppo il fronte finanziamenti non sembra andare in una direzione opposta: la Asl Roma F dovrà gestire quasi da sola, e con fondi propri, il problema dell'adeguamento delle strutture antincendio negli ospedali di Civitavecchia e di Bracciano, a differenza di quanto avverrà al Pertini, che riceverà un finanziamento di 3,6 milioni.
Non si autorizza l'emodinamica per il San Paolo, dove il reparto e le attrezzature sono già pronte e purtroppo non funzionanti da anni.
Tutti questi dati e queste prospettive dipingono un quadro che vede la Asl Roma F all'ultimo posto nel Lazio per la ripartizione dei posti letto

0,8 per cento/mille abitanti contro punte de 7-8 per cento/mille abitanti.

Parliamo di 222 posti letto, cioè la metà dei posti assegnati a Rieti, la penultima, che però conta la metà degli abitanti.
Certo della tua sensibilità sul tema e del tuo approccio, che ti ha sempre portato a considerare la Regione Lazio come un'entità unica, senza disparità tra le diverse aree, ti chiedo di valutare la possibilità di rivedere la riforma della sanità regionale, tenendo in maggiore considerazione il territorio della Asl Rm F".

Con stima e amicizia

Marietta Tidei