INVESTIRE NELLA CULTURA PER L’INTEGRAZIONE

Il Piano per l'integrazione dei cittadini stranieri che sta mettendo a punto il Viminale va nella giusta direzione. Promuovere un'autentica dimensione di reciprocità che è alla base di un'integrazione che passi per il rispetto delle leggi e dei valori fondanti del nostro Paese, ma anche per elementi come il dialogo, la solidarietà e l'umanità.

Le anticipazioni del Piano mettono in luce azioni e pratiche concrete come i corsi d'italiano, che dovranno iniziare subito dopo la presentazione della domanda di richiesta di asilo, la mediazione culturale e medica e la formazione: sono tre pilastri fondamentali che puntano a migliorare la condizione di vita dei migranti e allo stesso tempo a garantire principi inviolabili come la sicurezza e la legalità.

Investire nella cultura e nella formazione è una strategia lungimirante, in grado realmente di dare vita a una dimensione capace di eclissare dimensioni come la violenza e il razzismo nei confronti dei migranti. L'Italia è campione di solidarietà: dai salvataggi in mare all'azione che ogni giorno svolgono sul nostro territorio i volontari, gli operatori del settore, lo Stato e le forze dell'ordine, è evidente il tratto che caratterizza il nostro patrimonio umano, che va valorizzato e consolidato.

Particolarmente importante è l'accento che il Piano pone sul rispetto della donna. Le imposizioni e le violenze che subiscono le donne non rappresentano una questione da legare a un'etnia, bensì sono abomini che vanno estirpati alla radice, intervenendo soprattutto sul piano culturale.

Il Piano per l'integrazione è un altro tassello fondamentale delle politiche per l'immigrazione promosse da un Governo che affronta questa sfida con concretezza ed equilibrio, rigettando logiche xenofobe e slogan acchiappavoti.