Il rapimento Moro e la ricerca della veritĂ 

A trentasei anni dalla tragica scomparsa di Aldo Moro è sempre attuale  parlare e approfondire le ragioni di quello che è stato senza ombra di dubbio un evento straordinario ed unico nella storia della Repubblica Italiana.

L’occasione per discuterne a Civitavecchia ce l’ha offerta l'incontro “Chi e perché ha ucciso Aldo Moro?” con Gero Grassi,  promotore della commissione bicamerale di inchiesta sul caso Moro e vice capogruppo del Pd alla Camera.

Insieme a Grassi, pugliese come Aldo Moro e grande conoscitore della vicenda del rapimento dello statista ad opera delle Brigate Rosse, abbiamo invitato Guglielmo Epifani, all’epoca dei fatti giovane sindacalista di area socialista.

La grande partecipazione dei miei concittadini, che ringrazio, all’incontro mi ha confermato che la voglia di capire a fondo l’origine e gli intrecci di un fatto che si è trasformato via via in uno dei grandi misteri della nostra storia recente non è affatto tramontata. Un bel segnale di senso civico da parte dei civitavecchiesi, che non hanno mancato di animare il dibattito con domande e interessanti spunti di riflessioni.

“La verità in una vicenda così complicata, come il caso Moro, non viene a galla immediatamente. Gli anni aiutano a scoprire elementi di grande novità”, ha spiegato Gero Grassi. “Che cosa va chiarito ancora? Vanno chiariti soprattutto gli ultimi cinque giorni del rapimento di Aldo Moro, che rappresentano il periodo caratterizzato dalla maggiore nebulosità.  Secondo il vice capogruppo Pd alla Camera, “va chiarito meglio anche un altro punto: le Brigate Rosse erano solo Brigate Rosse? La risposta per Grassi è negativa. “Infatti le Brigate Rosse sono state aiutate direttamente e indirettamente dai servizi segreti italiani deviati, che facevano riferimento alla P2, e dai servizi segreti stranieri, come KGB e Mossad, che avevano necessità contrapposte”.  

Quindi c'è ancora molto da chiarire e chi è attento al caso Moro, si rende conto che la verità completa non è emersa.