Hub migranti Civitavecchia, serve responsabilità, generosità e umanità

La vicenda dell'hub che a Civitavecchia dovrà ospitare circa 298 migranti meriterebbe di essere affrontata con responsabilità e, soprattutto, umanità. E' una considerazione che sorge spontanea dopo aver letto le dichiarazioni del vicesindaco e assessore ai servizi sociali, Daniela Lucernoni durante un'assemblea con i residenti della zona in cui sorgerà l'hub. La Lucernoni parla dell'accoglienza dei migranti come di una scelta obbligata, imposta dal prefetto Gabrielli, nonostante, a suo avviso, nessun cittadino sia favorevole.

Prescindendo dal fatto che è tutto da verificare se a Civitavecchia nessuno voglia ospitare i migranti (io, ad esempio non sono contraria e conosco tante persone che la pensano come me), l'aspetto più imbarazzante di questa vicenda è costituito dal fatto che il vicesindaco parli di un obbligo al quale non ci si poteva opporre: ai 5 Stelle dovrebbe venire in mente, forse, che con un prefetto si dialoga e si cerca di mediare, non c'è la si può cavare dicendo che siccome siamo obbligati chiederemo qualche metro di marciapiede e qualche lampione in più. La verità è che una vicenda che indubbiamente avrà un impatto importante sulla città ha bisogno di un approccio e di un modo di comunicazione diverso.

La città andava coinvolta fin dall'inizio e nella massima chiarezza, sia sugli aspetti legati alla sicurezza che sugli aspetti umanitari e gestionali dell'intera operazione di accoglienza. L'arrivo dei migranti è nota all'Amministrazione da più di un anno e ritengo assurdo che in un anno, aldilà di un Consiglio comunale aperto al quale non hanno neanche partecipato tutti i rappresentanti coinvolti nell'accoglienza, non si sia trovato un momento di confronto ampio con la città che riguardasse tutti gli aspetti della questione.

Sicurezza, viabilità, modalità di accoglienza, problemi idrici, aspetti sanitari. Sono da sempre favorevole ad accogliere chi ha bisogno e lo sono anche in quest’occasione. Sarò tra quelli che andrà a dare il benvenuto ai migranti e mi preoccupano alcuni toni che ho sentito da esponenti di vari comitati, ma proprio perché l'accoglienza deve essere la migliore possibile mi sarei aspettata un'operazione culturale e comunicativa da parte dell'Amministrazione di ben altra levatura.

Non basta di certo dire "Ce lo impone il Prefetto". Va spiegato che è evidente che siamo di fronte ad un fenomeno, quello delle migrazioni forzate, di portata epocale, destinato a durare nel tempo e di fronte al quale ognuno di noi è chiamato ad un'assunzione di responsabilità piena e convinta. Non ci si può commuovere di fronte alle immagini di un bambino annegato e voltarsi dall'altra parte quando chi fugge da guerre e miseria riesce a giungere salvo sulle nostre coste e chiede aiuto. La nostra è una città di porto, aperta a diverse culture che in passato ha saputo dimostrare grande generosità. Mi ha colpito la gara di solidarietà che si è aperta proprio in questi giorni sulla questione del nuoto per i ragazzi diversamente abili. Spero che anche in quest’occasione la città e le istituzioni, aldilà del colore politico, dimostrino responsabilità e umanità.