Eutanasia, per l’Italia √® arrivato il momento di non aver paura di una legge sul fine vita

Ogni anno 200 italiani si recano in Svizzera¬†per trovare la dolce morte. Pagano tra i 10 e i 13mila euro. Sono donne e uomini: malati oncologici principalmente, ma anche persone affette da malattie neuro degenerative, come la Sla o la distrofia muscolare. Lo fanno volontariamente, senza costrizioni, perch√© per loro il viaggio della vita, dopo tante sofferenze, √® arrivato al capolinea ed √® giusto fermarsi prima. La chiamano dolce morte. Credo che anche per l'Italia sia arrivato il momento di non aver pi√Ļ paura dell'eutanasia, parola che spaventa, ma che in realt√† contiene in s√© un diritto, quello cio√® di decidere della propria vita. Un diritto che per alcuni si configura come un sacrilegio, un'offesa alla vita, ma che a mio avviso √® invece un atto di rispetto verso la vita stessa.

Il caso di Eluana Englaro, diventato simbolo di questo tema, spaccò il Paese, ma allo stesso tempo mise in evidenza la necessità di iniziare a pensare a qualche forma di tutela legale e giuridica nei confronti di chi decide di affidarsi alla dolce morte perché l'autodeterminazione della propria vita è la condizione essenziale della libertà.

Per spiegare perch√© a mio avviso √® arrivato il momento di una legge sull'eutanasia in Italia voglio raccontare la storia di¬†Max Fanelli. Max √® un uomo di 55 anni malato terminale di Sla. Max ha redatto un decalogo per spiegare come possiamo superare la paura dell'eutanasia. √ą necessario dare voce al suo lavoro perch√© credo che non ci sia modo migliore di rappresentare il significato di una legge sul fine vita che far parlare chi si trova a dover combattere ogni giorno con la volont√† di voler morire, ma con l'impossibilit√† di farlo. Parto dall'ultimo punto del suo decalogo, quello denominato "eutanasia". Cito testualmente: "L'avvio del processo eutanasico, per poter essere normato, deve affrontare tre tematiche: medica, legale e morale. Per quanto riguarda l'aspetto medico, una commissione formata da medici-psicologi e assistenti sociali deve verificare se esistono le condizioni per accettare o meno la richiesta e stabilire eventualmente le modalit√† di avvio del processo eutanasico. L'aspetto legale riguarda la depenalizzazione del reato legato a chi attua il processo eutanasico. L'aspetto morale riguarda prevalentemente la resistenza della parte pi√Ļ integralista della Chiesa cattolica, che distaccata dalla maggioranza dei credenti, ostacola l'avvio di una seria discussione sul Fine Vita e sull'accanimento terapeutico, incurante anche di quanto previsto nell'articolo 2278 del Catechismo cattolico".

Credo che partire dalle considerazioni di Max sia una condizione imprescindibile per declinare, in modo diverso, i temi pi√Ļ contestati quando si parla di eutanasia: l'accanimento terapeutico e le cure palliative. Il diritto al fine vita √® nel nostro Paese una possibilit√† che pu√≤ farsi pi√Ļ vicina con la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare prevista per il mese prossimo alla Camera. Quella proposta √® la voce dei cittadini, da cui ha preso le mosse il lavoro dell'intergruppo parlamentare per l'eutanasia legale e il testamento biologico, che pu√≤ vantare la presenza di pi√Ļ di 200 tra deputati e senatori. L'auspicio √® che si possa lavorare all'insegna della responsabilit√†, mettendo da parte quelle visioni ideologiche che fanno male all'universo dei diritti, come sta dimostrando in questi giorni la vicenda delle unioni civili. In quella proposta sono elencati principi di libert√†, a iniziare dalla considerazione che ogni cittadino pu√≤ rifiutare l'inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonch√© ogni tipo di trattamento di sostegno vitale e/o terapia nutrizionale. √ą arrivato il momento di non aver paura.

questo articolo è stato pubblicato su huffingtonpost.it