Esequie funebrie del criminale di guerra Priebke

Interpellanza urgente del 25 Ottobre 2013

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

il questore di Roma, con ordinanza del 14 ottobre 2013, aveva vietato che le funzioni relative alle esequie e al trasporto della salma di Erich Priebke avvenissero nel territorio della provincia di Roma in forma pubblica e solenne, nonché lo svolgimento di qualunque manifestazione pubblica;

l'amministrazione di Albano Laziale ha appreso solo da fonti giornalistiche che nella giornata del 15 ottobre 2013 la Confraternita lefebvriana San Pio X di Albano aveva dato disponibilità ad eseguire le esequie dell'ex ufficiale delle SS e criminale di guerra responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine;

contrariamente a quanto previsto dal regolamento di polizia mortuaria (decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990) alle ore 15 del giorno 15 ottobre 2013 non era pervenuta al sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, alcuna comunicazione circa il transito della salma di Priebke sul territorio comunale;

il sindaco ha emesso, per la data del 15 ottobre 2013, ordinanza di divieto di transito di salme sul territorio comunale, basandosi sull'articolo 54, comma 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, riguardante la possibilità per il sindaco di adottare provvedimenti contingibili e urgenti, onde evitare eventi pregiudizievoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza della civica comunità;

il prefetto Pecoraro, con ordinanza del 15 ottobre 2013, ha ordinato il rito funebre in forma privata presso la Confraternita San Pio X. Ha, inoltre, ordinato al sindaco Marini di eseguire la suddetta ordinanza, revocando, dunque, l'ordinanza emessa dal primo cittadino di Albano Laziale;

secondo le dichiarazioni rese dal sindaco Marini agli organi di informazione «per tutto il lasso di tempo in cui l'amministrazione ha stazionato presso la Confraternita San Pio X non ha mai ricevuto alcuna informazione o indicazione ufficiale di quanto stava avvenendo all'interno»;

le esequie del criminale di guerra Erich Priebke sarebbero dovute avvenire in forma privata presso la Confraternita San Pio X del comune di Albano Laziale; sarebbe, invece, stato consentito l'accesso a circa cento partecipanti, evidentemente non soltanto familiari di Priebke che, a quanto risulta dalla stampa, in buona parte sarebbero stati tenuti lontano dalle forze dell'ordine. Durante la cerimonia e il trasporto della salma sono avvenuti scontri tra cittadini che manifestavano la loro indignazione e neonazisti intervenuti per il rito che hanno «salutato» la salma e inneggiato al boia delle Fosse Ardeatine. Tra i suddetti neonazisti riusciva ad avere accesso al luogo delle esequie anche il pluricondannato Maurizio Boccacci;

risultava, peraltro, che l'unica via la

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
il questore di Roma, con ordinanza del 14 ottobre 2013, aveva vietato che le funzioni relative alle esequie e al trasporto della salma di Erich Priebke avvenissero nel territorio della provincia di Roma in forma pubblica e solenne, nonché lo svolgimento di qualunque manifestazione pubblica;

l'amministrazione di Albano Laziale ha appreso solo da fonti giornalistiche che nella giornata del 15 ottobre 2013 la Confraternita lefebvriana San Pio X di Albano aveva dato disponibilità ad eseguire le esequie dell'ex ufficiale delle SS e criminale di guerra responsabile dell'eccidio delle Fosse Ardeatine;

contrariamente a quanto previsto dal regolamento di polizia mortuaria (decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 1990) alle ore 15 del giorno 15 ottobre 2013 non era pervenuta al sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, alcuna comunicazione circa il transito della salma di Priebke sul territorio comunale;

il sindaco ha emesso, per la data del 15 ottobre 2013, ordinanza di divieto di transito di salme sul territorio comunale, basandosi sull'articolo 54, comma 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, riguardante la possibilità per il sindaco di adottare provvedimenti contingibili e urgenti, onde evitare eventi pregiudizievoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza della civica comunità;

il prefetto Pecoraro, con ordinanza del 15 ottobre 2013, ha ordinato il rito funebre in forma privata presso la Confraternita San Pio X. Ha, inoltre, ordinato al sindaco Marini di eseguire la suddetta ordinanza, revocando, dunque, l'ordinanza emessa dal primo cittadino di Albano Laziale;

secondo le dichiarazioni rese dal sindaco Marini agli organi di informazione «per tutto il lasso di tempo in cui l'amministrazione ha stazionato presso la Confraternita San Pio X non ha mai ricevuto alcuna informazione o indicazione ufficiale di quanto stava avvenendo all'interno»;

le esequie del criminale di guerra Erich Priebke sarebbero dovute avvenire in forma privata presso la Confraternita San Pio X del comune di Albano Laziale; sarebbe, invece, stato consentito l'accesso a circa cento partecipanti, evidentemente non soltanto familiari di Priebke che, a quanto risulta dalla stampa, in buona parte sarebbero stati tenuti lontano dalle forze dell'ordine. Durante la cerimonia e il trasporto della salma sono avvenuti scontri tra cittadini che manifestavano la loro indignazione e neonazisti intervenuti per il rito che hanno «salutato» la salma e inneggiato al boia delle Fosse Ardeatine. Tra i suddetti neonazisti riusciva ad avere accesso al luogo delle esequie anche il pluricondannato Maurizio Boccacci;

risultava, peraltro, che l'unica via laterale al perimetro della Confraternita, da cui i gruppi di estrema destra sono potuti arrivare in loco con tutto quello che ne è conseguito, non fosse vigilata;

il comune di Albano Laziale è stato insignito, dopo il conflitto mondiale, della medaglia d'argento al merito civile per il suo ruolo durante la Resistenza al nazifascismo con la seguente motivazione: «Centro strategicamente importante, situato nelle vicinanze di Roma, fu sottoposto a violentissimi e devastanti bombardamenti e ad efferate azioni di guerra da parte degli opposti schieramenti che provocarono centinaia di vittime e di feriti, in particolare tra gli sfollati ospitati nel Collegio di Propaganda Fide, nonché ingenti danni al patrimonio edilizio. La popolazione offrì un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi nel recupero dei morti e nel soccorso dei feriti. Splendido esempio dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche»;

dopo gli scontri ad Albano Laziale, che hanno di fatto sospeso le esequie del capitano nazista, il feretro è stato portato all'aeroporto militare di Pratica di Mare. Sulla vicenda risultano essere stati avviati contatti con l'ambasciatore di Germania in Italia, i cui esiti non sembrano, tuttavia, aver condotto ad una soluzione della complessa vicenda –:
di quali elementi disponga il Ministro interpellato in merito ai fatti accaduti;

quali valutazioni intenda esprimere il Ministro interpellato, alla luce di quanto premesso, sul comportamento del prefetto Giuseppe Pecoraro, nel relazionarsi con le autorità di Albano Laziale e nel gestire una situazione che poteva potenzialmente nuocere all'ordine pubblico, come poi è nei fatti stato;

di quali elementi disponga, in particolare, in ordine ai fatti e alle situazioni che hanno consentito a gruppi di estremisti, alcuni dei quali pluricondannati, di arrivare in treno per tempo ad Albano Laziale e di entrare nel luogo delle esequie funebri del criminale di guerra Erich Priebke, con il palesato intento di compiere apologia di nazifascismo.
(2-00260) «Tidei, Carella, Ferro, Gregori, Villecco Calipari, Marco Di Stefano, Morassut, Stumpo, De Maria».

terale al perimetro della Confraternita, da cui i gruppi di estrema destra sono potuti arrivare in loco con tutto quello che ne è conseguito, non fosse vigilata;

il comune di Albano Laziale è stato insignito, dopo il conflitto mondiale, della medaglia d'argento al merito civile per il suo ruolo durante la Resistenza al nazifascismo con la seguente motivazione: «Centro strategicamente importante, situato nelle vicinanze di Roma, fu sottoposto a violentissimi e devastanti bombardamenti e ad efferate azioni di guerra da parte degli opposti schieramenti che provocarono centinaia di vittime e di feriti, in particolare tra gli sfollati ospitati nel Collegio di Propaganda Fide, nonché ingenti danni al patrimonio edilizio. La popolazione offrì un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi nel recupero dei morti e nel soccorso dei feriti. Splendido esempio dei più elevati sentimenti di solidarietà umana e di elette virtù civiche»;

dopo gli scontri ad Albano Laziale, che hanno di fatto sospeso le esequie del capitano nazista, il feretro è stato portato all'aeroporto militare di Pratica di Mare. Sulla vicenda risultano essere stati avviati contatti con l'ambasciatore di Germania in Italia, i cui esiti non sembrano, tuttavia, aver condotto ad una soluzione della complessa vicenda –:
di quali elementi disponga il Ministro interpellato in merito ai fatti accaduti;

quali valutazioni intenda esprimere il Ministro interpellato, alla luce di quanto premesso, sul comportamento del prefetto Giuseppe Pecoraro, nel relazionarsi con le autorità di Albano Laziale e nel gestire una situazione che poteva potenzialmente nuocere all'ordine pubblico, come poi è nei fatti stato;

di quali elementi disponga, in particolare, in ordine ai fatti e alle situazioni che hanno consentito a gruppi di estremisti, alcuni dei quali pluricondannati, di arrivare in treno per tempo ad Albano Laziale e di entrare nel luogo delle esequie funebri del criminale di guerra Erich Priebke, con il palesato intento di compiere apologia di nazifascismo.
(2-00260) «Tidei, Carella, Ferro, Gregori, Villecco Calipari, Marco Di Stefano, Morassut, Stumpo, De Maria».