Elettrificazione banchine

 Interrogazione dell'11 Ottobre 2013

TIDEI.

— Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

con circa 4 milioni di passeggeri in transito ogni anno, di cui 2,5 milioni di crocieristi, il porto di Civitavecchia contende a quello di Barcellona il titolo di primo porto crocieristico del Mediterraneo. Oltre cento diverse navi da crociera attraccano in dodici mesi al porto di Civitavecchia, per un numero complessivo di circa mille attracchi l'anno, della durata media di oltre dieci ore ciascuno;

poiché la produzione di energia elettrica a bordo è ottenuta da motori a combustione interna, alimentati da prodotti petroliferi, essa rilascia significativi quantitativi di sostanze inquinanti aeriformi;

l'impatto ambientale dello stazionamento delle unità da crociera nel porto di Civitavecchia è quindi tutt'altro che trascurabile, e si somma agli analoghi impatti provocati dallo stazionamento dei traghetti, delle porta-container e delle altre imbarcazioni in ormeggio, nonché a quello di tutte le imbarcazioni in manovra, comprese le navi da crociera stesse nonché le carboniere in ormeggio lungo il molo della centrale ENEL Torre Valdaliga Nord;

unitamente alla presenza di una delle centrali a carbone più grandi d'Europa, l'attracco dei cruise nel porto è di fatto una grave criticità ambientale e richiede di prendere in considerazione soluzioni drastiche;

ad oggi grazie all'elettronica di potenza possono essere controllati i parametri di tensione e frequenza dell'energia elettrica anche per grandi potenze come quelle in gioco per l'alimentazione dei cruise e può essere quindi realizzata un'infrastruttura di elettrificazione delle banchine crocieristiche, finalizzata ad alimentare da terra i servizi di bordo delle navi in sosta. La pratica di fornire elettricità da terra è comune per le piccole imbarcazioni da diporto ed è già utilizzata in alcuni porti del mondo per navi di media taglia;

la realizzazione di una tale infrastruttura presenterebbe ovviamente delle difficoltà, di natura logistica e infrastrutturale, di adeguamento di tecnologia a bordo delle navi e di costi dell'energia elettrica «esogena» rispetto a quella autoprodotta a bordo;

tale investimento, già previsto, per una o due banchine pilota dall'autorità portuale di Civitavecchia nell'ambito della realizzazione, in corso, della nuova Darsena «Sant'Egidio», oltre ad abbattere drasticamente le emissioni inquinanti all'interno del porto di Civitavecchia, sarebbe pionieristico in vista di una futura elettrificazione generale delle banchine di tutti i porti crocieristici d'Italia e Mediterraneo, rilanciando con forza il tema dell'innovazione tecnologica in alternativa a modelli altamente inquinanti e già superabili con le attuali tecnologie –:
se i Ministri interrogati, alla luce delle ragioni descritte in premessa non ritengano opportuno approfondire la fattibilità di tale opera di notevole beneficio ambientale oltreché di grande impatto sulla qualità del servizio crocieristico;
se non ritengano plausibile prodigarsi a sostenerla ad esempio:
a) supportando l'adeguamento del porto: con una regolamentazione specifica (ad esempio attraverso l'esenzione completa dalle tasse dell'energia elettrica fornita alle navi o con finanziamenti a fondo perduto);
b) sostenendo gli investimenti necessari per l'adeguamento degli impianti di bordo delle navi da crociera, e, ove possibile, per le banchine;
c) stabilendo un obbligo (opportunamente scaglionato negli anni futuri) per l'alimentazione da terra delle navi in sosta nei porti, almeno per le navi da crociera.

(4-02138)

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