DALLA PARTE DEI “VERMI”. DALLA PARTE DELLA LIBERTA’

“Vermi traditori”, “vermi infami”, “vermi al soldo del potere”. Questa, corredata da svariati punti esclamativi ed altri gesti di simpatia, la preziosa analisi politica del popolo pentastellato, avviata dal leader Beppe Grillo in persona, relativa all'uscita dal movimento di alcuni deputati. Parliamo di Walter Rizzetto, Marco Baldassarre, Mara Mucci, Aris Prodani, Samuele Segoni, Eleonora Bechis, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato e Tancredi Turco.

Anzitutto voglio portare la mia solidarietà ai colleghi fatti oggetto di questo pesante linciaggio on line. Esprimo particolare vicinanza a Walter Rizzetto, che è stato invece vittima di una durissima contestazione dal vivo, grave esempio di squadrismo.

Nel caso dei nove fuoriusciti si è trattato, sono convinta, di una scelta tormentata e di certo non facile. Dire, come fa Di Battista che avrebbero “tradito il mandato elettorale” è fuorviante: in realtà la loro scelta deriva proprio dalla percezione che la struttura tribale del movimento, con tanto di capotribù e sciamani, tradisse le aspettative degli elettori e negasse quegli elementi di novità introdotti proprio dai 5 stelle. Il web, da nuova agorà è diventato tribunale dell'inquisizione. Da momento di libera espressione e partecipazione democratica si è trasformato in veicolo di pensiero unico. Niente discussioni, solo ordini da eseguire. Più o meno dovunque queste motivazioni avrebbero aperto un dibattito. Forse ruvido, ma sarebbero state prese sul serio.

L'analisi politica dei 5 stelle, invece, è sintetizzabile nella parola “verme”. La superficialità dell'analisi si sposa con la violenza verbale come metodo e la ricerca ad ogni costo del nemico. Mi sarei aspettata, dal Movimento 5 stelle anche nelle sue varie articolazioni locali e da quei tanti rivoluzionari che lo fiancheggiano, una presa di distanza dai commenti di Grillo e dei grillini ai nove fuoriusciti. Una condanna ancora più forte degli sputi a Rizzetto. Il silenzio che avvolge questi fatti, è indice, da parte loro, di uno svilimento della democrazia, della libertà di espressione e della capacità di scelta. Io invece voglio stare dalla parte di chi, continuando a difendere con forza gli ideali in cui crede, si è rifiutato di mandare in soffitta il proprio cervello. Sto, con un certo orgoglio, dalla parte del “vermi”.