Contro i violenti, per la politica

Viviamo all'interno di un clima politico avvelenato. L'insulto, la violenza verbale, la contrapposizione basata sul rancore stanno prendendo il posto della politica.

Dopo di me anche il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino è stato oggetto di minacce e sui social network in tante discussioni leggo insulti e toni che poco hanno a che fare con la politica. Al sindaco, ma anche a gli altri che  a vario titolo sono destinatari di insulti pesantissimi, va tutta la mia solidarietà umana. Ma non dobbiamo dimenticare che se oggi i pazzi, gli incoscienti ed i violenti hanno diritto di cittadinanza in politica lo dobbiamo a chi ha di fatto legittimato queste pulsioni devianti, assumendone il linguaggio, tollerandole, giustificandole.

Forse  il sindaco è più forte di me, ma io non riesco a farmi una risata di fronte a minacce ed insulti sessisti di una pesantezza inaudita. Non credo sia giusto minimizzare quanto accade ogni giorno rimanendo "in parte perplesso ed in parte indifferente". Io credo che sia necessario condannare con fermezza, senza se e senza ma, questi atti e questo clima da caccia alle streghe e non tollerare ulteriormente persone che hanno fatto della violenza verbale e dell'insulto il loro tratto distintivo. Ancora è fresco, ad esempio, il ricordo di chi auspicava "forni crematori" per gli oppositori, di chi affibbiava il termine di "moralmente indegno" a chi aveva la grande colpa di non militare in alcuni movimenti.

Il nostro sindaco, invece di minimizzare, dovrebbe essere seriamente preoccupato, anche perché si sarà reso conto che un conto è inveire contro chi governa, altro è amministrare e dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e la rabbia e la violenza che si è scagliata su quelli che lo hanno preceduto non tarderà ad arrivare anche a lui e al suo movimento.

Sono stata pesantemente minacciata. La mia  colpa, secondo un folle, è stata quella di intervenire sulla discussione relativa all'Autorizzazione ambientale integrata (AIA) della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord, proponendo, a mio avviso, soluzioni concrete, pienamente realizzabili e non irragionevoli utopie. Ho fatto questo con grande senso di responsabilità ed amore per la nostra città. Mi è dispiaciuto vedere, in risposta ai miei sforzi, la corsa a chi era più ambientalista, più puro.

Io credo che difendere Civitavecchia voglia dire fare squadra, raggiungere una massa critica per avere il maggiore peso possibile. Chi, ad una missione collettiva, contrappone la propria presunta purezza, giustezza e santità, divide quelle forze che, solo se unite, possono raggiungere l'obiettivo. Chi crede di essere depositario dell'unica verità, chi alza i toni ed il livello dello scontro, dà sponda ai fanatici ed agli integralisti che, come sappiamo, sono molto pericolosi.

Voglio ringraziare chi mi è stato vicino in questo frangente. Voglio anche lanciare un appello ai partiti, ai movimenti, alle associazioni, ai sindacati e agli uomini e donne di buona volontà: riappropriamoci della politica. Una politica che sia dialogo ed apertura, basata sul rispetto delle appartenenze e delle idee. Isoliamo i violenti ed i facinorosi. Non diamo spazio e dignità a quei cattivi maestri che soffiano sul fuoco dell'intolleranza e dell'odio solo per il gusto di avere qualche "like" in più sui social network.