Combustione Cdr e Css Torrevaldaliga Sud e Torrevaldaliga Nord – Interrogazione del 14 Maggio 2013

TIDEI. —Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

dai primi di aprile 2013 la discarica di Malagrotta in ottemperanza alle normative europee ha cessato il ricevimento dei rifiuti indifferenziati. L'immobilismo degli ultimi anni ha portato all'ennesima emergenza rifiuti e all'ennesimo commissariamento della sua gestione nelle mani del commissario Goffredo Sottile;

il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con il decreto ministeriale l4 febbraio 2013, n. 22, ha decretato la semplificazione della normativa che prevede la combustione del CDR (combustibile da rifiuti) o del CSS (combustibile solido secondario) e il declassamento del CSS da rifiuto a combustibile di qualità, all'interno di siti produttivi come cementifici o centrali termoelettriche; il Css smette di essere rifiuto speciale e diventa Css-combustibile a seguito della dichiarazione di conformità che emette il gestore dell'impianto che lo ha prodotto;

il Consiglio di Stato (sez. VI, ordinanza 9 marzo 2013, n. 794) ha riformato l'ordinanza con cui il TAR Lazio accoglieva l'istanza cautelare di alcune province e comuni del Lazio avverso il citato decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Di fatto, con questo provvedimento, è ormai vigente il piano regionale dei rifiuti varato dalla giunta Polverini, piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato con deliberazione del consiglio regionale del Lazio del 18 gennaio 2012 n. 14;

il 4 aprile 2013 il Ministro pro tempore Clini ha firmato l'AIA (autorizzazione integrata ambientale) della centrale di Torre Valdaliga Nord con il quale si sono stabilite le condizioni di esercizio dell'impianto per i prossimi otto anni;
il commissario straordinario ai rifiuti del Lazio Goffredo Sottile, nell'espletamento delle sue funzioni, ha il pieno potere decisionale anche al fine di individuare siti per l'incenerimento di CDR o CSS;

a tal fine, il commissario Goffredo Sottile ha richiesto agli uffici regionali (dipartimento programmazione economica e sociale-direzione regionale attività produttive e rifiuti) l'elenco degli impianti esistenti utilizzabili fin da oggi (decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 25 marzo 2013 prot. N.100-Riscontro nota prot. n. 242/2013/U del 27 marzo 2013). Nell'elenco prodotto dalla regione (Prot. 58344 DB/04/13 del 28 marzo 2013) risultano presenti, tra gli altri, gli impianti termoelettrici di TorreValdaliga Nord e TorreValdaliga Sud;

la situazione ambientale del comprensorio di Civitavecchia merita una attenzione particolare vista la presenza massiccia di rilevanti fattori di pressione ambientale;

secondo uno studio del dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario della regione Lazio la popolazione residente nel comune di Civitavecchia nel periodo tra il 2006 e il 2010 presenta un quadro di mortalità per cause naturali (tutte le cause eccetto i traumatismi) e per tumori maligni in eccesso di circa il 10 per cento rispetto alla popolazione residente nel Lazio nello stesso periodo;

secondo quanto appena detto il comune di Civitavecchia ha deliberato di istituire attraverso la Asl RmF, il registro dei tumori, quale studio dell'incidenza e della prevalenza dei tumori;

tale evidenzia era stata, peraltro, constatata nell'ambito del decreto di valutazione di impatto ambientale del Ministero dell'ambiente n. 680 del 4 novembre 2003 inerente alla riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord, in cui, in relazione alle emissioni pregresse delle centrali termoelettriche insistenti sul territorio, si legge «Non è possibile escludere che tali emissioni abbiano comportato un impatto sulla salute umana che non è ancora completamente manifestato ed è quindi raccomandabile per il futuro continuare ed anzi rafforzare l'attuale politica di contenimento del carico inquinante»;

il comune di Civitavecchia, attraverso una ordinanza del sindaco del 26 aprile 2013 ha disposto il divieto totale ed assoluto di combustione presso le centrali elettriche e presso gli altri opifici industriali presenti sul territorio, con qualsiasi modalità e con l'utilizzo di qualsiasi procedimento tecnico, di rifiuti e di materiale di risulta, siano essi ornatura organica o inorganica; ha, inoltre, ordinato che le forze dell'ordine, il Corpo della polizia locale, la A.S.L., l'A.R.P.A. Lazio, l'I.S.P.R.A ed il competente servizio comunale ambiente curino l'attuazione ed il rispetto della disposizione;
i comuni del territorio hanno approvato una mozione che impegna le amministrazioni di competenza a mettere in campo ogni azione necessaria a impedire che le centrali di Torre Valdaliga Nord e di Torre Valdaliga Sud siano utilizzate per l'incenerimento del combustibile da rifiuti combustibile solido secondario;

la provincia di Roma, nel pieno delle sue funzioni, si è più volte espressa, attraverso mozioni, approvate all'unanimità del consiglio, contro ogni ipotesi di incenerimento di rifiuti negli impianti di Torre Valdaliga Nord e Torre Valdaliga Sud;
lo stato di sofferenza sanitaria della popolazione è stato registrato sin dagli anni Ottanta da diverse indagini epidemiologiche –:

quale sia la posizione del Governo sull'ipotesi di usare gli impianti termoelettrici di Torrevaldaliga Nord e Torrevaldaliga Sud per la combustione di Cdr e Css. (4-00422).

Leggi qui il testo integrale