Civitavecchia, stop alle relazioni pericolose tra Autorità portuale e Comune

La ricostruzione che Moscherini fa della caduta dell'amministrazione di centrosinistra nel 2013 (leggi qui) conferma l'influenza del potere portuale sulle dinamiche politiche della città di Civitavecchia.

A me, come credo ai cittadini, non interessa capire come sia finita la corrispondenza di amorosi sensi tra Monti, Moscherini e qualche purista di sinistra, né conoscere i motivi della fine di questo idillio.  Quello che mi interessa rilevare, al contrario, è il fatto che il sistema portuale, spesso e volentieri, decide i destini della città, sottraendo all'istituzione comunale potere sulle scelte da compiere.

L'Autorità portuale è stata caratterizzata negli anni da una florida attività politica: ha promosso liste, ha deciso i candidati a sindaco, ha fatto eleggere consiglieri comunali, ha tentato le scalate ai partiti, anche del Pd, con cospicui pacchetti di tessere fatte pervenire ad una settimana dalla chiusura del tesseramento e ha fatto cadere diverse amministrazioni, l'ultima nel 2013.

Di certo le dichiarazioni di Moscherini non svelano nulla di nuovo. Tutti sapevano di questo scellerato patto, anche se il Commissario Monti ha sempre negato il suo coinvolgimento.  Credo che sia giunta l'ora di dire basta a questa pratica e spero che questo mio auspicio possa concretizzarsi quanto prima, con l'arrivo di un nuovo Presidente che si preoccupi di più dello sviluppo del porto che secondo i dati dell'Istat e della Corte dei Conti arretra invece di crescere, nonostante i costosissimi studi e convegni organizzati dall'Autorità portuale per promuovere il suo Commissario e dire il contrario.

Convegni ai quali gli esponenti dell'attuale Amministrazione prendono parte come comparse.  Che ognuno eserciti il suo ruolo nel rispetto delle prerogative di tutte le istituzioni ma senza indebite invasioni di campo. Lo stesso Cozzolino dovrebbe capirlo.