Civitavecchia, il grillo sognante Di Maio e la città in ripresa che vede solo lui

Restiamo francamente basiti di fronte alle parole del Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, che nel corso di una conferenza stampa a Civitavecchia ha affermato che la città è la località con la ripresa migliore tra i centri amministrati dai grillini: non osiamo a questo punto pensare in che condizioni versino gli altri Comuni se Di Maio arriva ad affermare ciò, appurato che Civitavecchia versa in condizioni disastrose a causa di un'amministrazione incapace di risolvere un problema che sia uno.

Di Maio parla di macerie ereditate dal centrosinistra e dal centrodestra e di una rinascita che attribuisce alla Giunta Cozzolino: capiamo che l'oste dice sempre che il suo vino è buono, ma la spavalderia di Di Maio costituisce un atteggiamento oltraggioso nei confronti della città e dei suoi problemi. Sommersa dall'immondizia, con servizi sociali al collasso e servizi pubblici che versano in condizioni disastrose, non si capisce bene che città Di Maio abbia in mente.

I cittadini oggi sono vessati a causa di una tassazione record e di‎ un'amministrazione che ha solo creato ulteriori problemi invece di‎ risolverli. La lista dei problemi che attanagliano la città è lunga, e non certo per colpa dei cittadini, che al contrario si ritrovano spettatori di uno spettacolo, quello dell'amministrazione pentastellata, davvero indecoroso.

Penso, ad esempio, alla situazione dei dehors, smantellati senza tenere conto delle ricadute occupazionali negative che si sono determinate da questa decisione irresponsabile e che ad oggi sono lontani dal vedere una soluzione.

Penso all'edilizia, un settore che è fermo, con danni ingenti per professionisti ed imprenditori, dato che in venti mesi sono stati rilasciati solo due permessi a costruire. Possibile che nessun professionista abbia presentato una corretta documentazione?

Ancora: l'area ex Italcementi, abbandonata e sul cui futuro pende il silenzio totale da parte di Cozzolino e dei suoi. La passata Amministrazione aveva sottoscritto un accordo con Italcementi. Qui che intenzione hanno? Anche la riqualificazione di quell'area, tra l'altro piena di amianto, avrebbe potuto costituire un'occasione di rilancio economico.

Il parcheggio della stazione pronto da due anni ma non ancora aperto in attesa della paesaggistica di una rampa. Si potrebbe intanto aprire il parcheggio e poi, una volta ottenuta la paesaggistica, costruire la rampa.

E il tanto sbandierato ambientalismo? Si è ridotto allo spegnimento - tra l'altro censurato dal ministero dell'Ambiente - ‎delle centraline per il controllo della qualità dell'aria.

Nemmeno con gli investimenti e il project financing il Movimento 5 Stelle ha dimostrato dimestichezza: il cimitero è al collasso i loculi sono terminati e si dovrà passare alla requisizione dei loculi ai privati, ma il project financing, avviato dalla passata amministrazione, è stato bloccato.

Che dire ancora sul project per la costruzione della nuova sede del Giudice di pace? Bloccata anche quella. Un velo pietoso lo stendiamo su Terme, mercato e raccolta differenziata.

Civitavecchia è una città ferma e in preda alla voglia di vendetta di qualche amministratore, più occupato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa che a costruire il futuro della città. Appare poi strano, ma non troppo, il fatto che Di Maio abbia omesso di affrontare altre questioni cruciali per il territorio, come la nuova convenzione sottoscritta dalla Giunta penstastellata con l'Enel. Ci sarebbe piaciuto ascoltare da Di Maio come questa decisione‎ possa trovare giustificazione visto che anni fa chi sottoscrisse convenzioni con l'Enel fu tacciato di ogni male assoluto, come avere le mani sporche di sangue.

E da Di Maio ci sarebbe piaciuto sapere cosa pensa della vicenda della gestione del‎ patrimonio immobiliare della città, confluito in un fondo per volontà dell'amministrazione comunale, alla luce del fatto che un ruolo di primo piano potrebbe essere ricoperto dalla Sgr di Scaroni, finito più di una volta nel mirino del suo leader, Beppe Grillo, con epiteti a dir poco offensivi. Invece di darsi alle conferenze stampa forse Di Maio avrebbe fatto bene a girare gli esercizi commerciali, incontrare le categorie e mettersi in fila ai servizi sociali ad ascoltare i cittadini, il suo facile ottimismo si sarebbe sciolto come neve al sole.