Centro antiviolenza di Guidonia, interrogazione al ministro Poletti per chiarire la vicenda

Ho presentato un'interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, per chiedere delucidazioni sulla vicenda del centro antiviolenza 'Le lune' di Guidonia Montecelio, istituito nel 2009 da un'Ati (Associazione temporanea d'impresa), alla luce di alcuni fatti che rischiano di compromettere il lavoro e la funzione imprescindibile di un servizio di assistenza fondamentale. L'interrogazione, oltre che da me, è stata sottoscritta anche dai deputati Andrea Ferro, Renzo Carella, Emiliano Minnucci e Ileana Piazzoni.

E' doveroso ricordare che dalla sua apertura a oggi questa struttura ha accolto oltre 900 donne e minori vittime di ogni forma di violenza, in particolare di violenza domestica, promuovendo al contempo attività di sensibilizzazione.

Ad aprile dell'anno scorso l'amministrazione comunale ha dichiarato l'indisponibilità delle risorse finanziarie per mantenere aperto il servizio, ma a seguito di manifestazioni e proteste il Centro ha potuto fornire il servizio grazie ai contributi di solidarietà delle associazioni. Si è passati poi, a inizio anno, al trasferimento del Centro presso l'Italian Hospital Group. Successivamente la presidente dell'associazione capofila dell'Ati, manifestando la propria contrarietà al trasferimento, ha proposto di valutare soluzioni alternative.

L'amministrazione comunale, non tenendo conto dei rilievi posti dall'Ati, ha convocato le associazioni invitandole a riattivare il Centro antiviolenza "Le Lune" presso la Residenza sanitaria assistenziale dell'Italian Hospital Group. Il Centro antiviolenza ha sollecitato nuovamente l'Ente con l'invio di una lettera formale in
cui ha ribadito l'inadeguatezza dei locali indicati dal suddetto ente dato che inserire il lavoro del Centro in una struttura dedicata al trattamento di disturbi psichiatrici risulta contrastante con gli standard stabiliti a livello internazionale, nazionale ed europeo, oltre a minacciare la riservatezza e sicurezza delle donne e dei minori, esponendoli al rischio di una seconda vittimizzazione e di una discriminazione ulteriore.

L'amministrazione comunale di Guidonia Montecelio, rifiutando di confrontarsi sulle motivazioni politiche alla base del dissenso espresso dalle associazioni al trasferimento del centro, ha estromesso l’Ati dal servizio costringendolo di fatto a rinunciare all’incarico. La stessa amministrazione ha quindi proceduto d’urgenza a sostituire l’Ati con un'associazione denominata “Centra il sogno” di Palombara Sabina senza indire ad oggi alcun bando di concorso per il riaffido del servizio.

Prendendo atto della contestazione dell'Ati che ha confermato che le associazioni non hanno mai provocato un'interruzione del servizio nè è stata fatta alcuna rinuncia non giustificata finchè non c'è stato lo sgombero fisico del Centro 'Le lune', chiediamo al Governo se e come intende intervenire per verificare se l'inserimento del centro antiviolenza all'interno di una Residenza sanitaria assistenziale sia conforme alle norme vigenti nell'ordinamento. Le funzioni a cui assolve questo Centro sono imprescindibili e occorre garantire che questo lavoro prezioso possa svolgersi in condizioni ottimali.