Bandi e finanziamenti aprile 2019

IN QUESTO NUMERO:

 

     GIOVANE IMPRENDITORIA UNDER 35 E DONNE SENZA LIMITI ETA’

  • START UP INNOVATIVE
  • ACQUISTO MACCHINARI, ATTREZZATURE, APPARATI HARDWARE E SOFTWARE
  • IMPRESA SOCIALE
  • LAZIO VENTURE CAPITAL
  • LAZIO CINEMA INTERNATIONAL
  • INTERNAZIONALIZZAZIONE
  • FONDO ROTAZIONE PER IL COMMERCIO E L’ARTIGIANATO
  • AGRICOLTURA
  • CULTURA
  • PROGETTI STRATEGICI

 

Giovane Imprenditoria (Under 35 anni) e Donne – Nuove imprese a tasso zero

Il Ministero dello sviluppo economico, sulla base dell’esperienza maturata nell’applicazione del principale strumento nazionale di sostegno alla realizzazione e all’avvio di nuove attività imprenditoriali di piccola dimensione, il decreto legislativo n. 185/2000 di cui Invitalia è il soggetto gestore, è stata introdotta dal legislatore una radicale modifica degli incentivi in favore dell’autoimprenditorialità di cui al Titolo I del citato decreto legislativo.

Per l’applicazione dell’intervento è stato adottato il nuovo regolamento con il decreto 8 luglio 2015, n. 140.

Le principali novità sono:

si rivolge non solo ai giovani fino a 35 anni, ma anche alle donne indipendentemente dall’età; è applicabile non più nelle sole aree svantaggiate ma in tutto il territorio nazionale;

non prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di  mutui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa);

possono presentare la domanda di accesso alle agevolazioni le imprese costituite al massimo da  12 mesi;

possibilità di presentazione della domanda anche da parte di persone fisiche che intendono costituire una società.

Sono agevolabili, fatti salvi alcuni divieti e limitazioni previsti dal regolamento comunitario   sugli aiuti d’importanza minore, cosiddetti de minimis, le iniziative che prevedono programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro relativi a:

produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;

fornitura di servizi, in qualsiasi settore; commercio e turismo;

attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:

la filiera turistico-culturale (intesa come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi); l’innovazione sociale (intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative). Le agevolazioni sono concesse, sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, ai sensi e nei limiti del sopra citato regolamento de minimis, che prevede, in  particolare, che le imprese possono beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di 200 mila euro, tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dall’impresa a titolo di de minimis nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25% delle spese ammissibili complessive.

https://www.invitalia.it/-/media/invitalia/documenti/creiamo-nuove-aziende/nuove-imprese-a- tasso-zero/normativa/nito-decreto-8luglio2015.pdf?la=it- it&hash=1C737C76A5EE931DFF6CEE78B0A5D791D291D0D2

SMART & START (start up innovation business)

Smart & Start è un fondo per l’avvio di start-up innovative gestiti da Invitalia ed esteso a tutto il territorio nazionale. L’agevolazione consiste in un finanziamento agevolato a interessi zero fino ad un massimo del 70% delle spese o dei costi ammissibili.

La percentuale sale all’80% se la start-up è formata esclusivamente da under 35 e/o donne, o se destinati ad un ricercatore che da almeno tre anni si era trasferito all’estero.

L’importo massimo finanziabile è di 1,5 milioni di euro e dovrà essere restituito, a tasso zero, in 10 anni.

Possono partecipare al bando:

  • start-up innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 4 anni;
  • persone fisiche (compresi i cittadini stranieri in possesso del “visto start-up”) che intendono costituire una start-up innovativa;
  • imprese straniere, che si impegnano ad aprire almeno una sede sul territorio italiano.

La costituzione della nuova società dovrà avvenire solo dopo l’approvazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.

http://www.incubatoreinlab.cloud/wp-content/uploads/2017/06/0001-1-e1497003453178.jpg

Contributi per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, software, hardware e attrezzature

NUOVA SABATINI 2018 L. n. 98 del 9/8/2013 Contributi per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese.

Ente finanziatore MISE – Ministero dello Sviluppo Economico

Bando LEGGE 9 AGOSTO 2013, N. 98 – CONTRIBUTO DI CUI ALL’ARTICOLO 6 DEL DECRETO INTERMINISTERIALE 27 NOVEMBRE 2013.

Tipologia del contributo

Concessione da parte di banche e intermediari finanziari, a valere su un plafond di provvista presso la gestione separata di Cassa Depositi e Prestiti S.p.a., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per investimenti in beni strumentali d’impresa, nonché di un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti.

Contributi a disposizione € 2.500.000.000,00; Valore minimo investimento agevolabile €

    1. ,00; Valore massimo investimento agevolabile € 2.000.000,00 Agevolazione
  • Costituzione presso la Cassa Depositi e Prestiti di un plafond di risorse (pari a 2,5 miliardi di euro), che le banche e gli intermediari finanziari,possono utilizzare per concedere, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti alle PMI per investimenti; il plafond è utilizzabile anche a fronte   di operazioni di leasing finanziario;
  • possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista (80%), sul finanziamento bancario ottenuto dall’impresa, con priorità di accesso;
  • il contributo concedibile è pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% su un piano convenzionale di ammortamento, con rate semestrali e della durata di cinque anni, di importo corrispondente al finanziamento.

Soggetti beneficiari – PMI italiane Spese ammissibili

Acquisto o l’acquisizione in leasing di macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali. Sono escluse le spese relative a “terreni e fabbricati” e “immobilizzazioni in corso e acconti”.Gli investimenti devono essere ad uso produttivo, correlati all’attività svolta  dall’impresa ed essere ubicati presso l’unità locale dell’impresa in cui è realizzato l’investimento.

Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso al contributo.

Scadenza di realizzazione/Durata massima 12 mesi per l’investimento; 5 anni comprensivi di eventuale preammortamento (0-6-12 mesi) per il finanziamento.

Modalità di presentazione della domanda:

Le domande potranno essere presentate tramite modulistica presso l’Ente gestore INVITALIA. Tempistica di valutazione Circa 2 mesi.

Modalità di erogazione del contributo: Sei quote annuali. https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/beni-strumentali-nuova- sabatini

“IMPRESA SOCIALE”

 

  • Ministero dello Sviluppo Economico: Agevolazioni alle imprese per la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale
  • Cos’è

La misura Imprese dell’economia sociale è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per promuovere la diffusione e il rafforzamento dell’economia sociale, sostenendo la nascita e la crescita delle imprese che operano, in tutto il territorio nazionale, per il perseguimento di meritevoli interessi generali e finalità di utilità sociale.

A chi si rivolge

Si rivolge alle:

  • Imprese sociali, di cui all’art. 1 del d.lgs. 112/2017 – provvedimento che dal 20 luglio 2017 ha abrogato il previgente d.lgs. 155/2006 – iscritte nella sezione speciale delle imprese sociali del Registro delle imprese, purché costituite in forma di società (di persone o di capitali)
  • Cooperative sociali, di cui alla legge 381/1991 e relativi consorzi, iscritte nella categoria «cooperative sociali» dell’Albo nazionale delle società cooperative del Ministero dello sviluppo economico- dal 20 luglio 2017 le cooperative sociali hanno acquisito la qualifica di imprese sociali (art. 1, comma 4, del d.lgs. 112/2017)
  • Società cooperative con qualifica di ONLUS, di cui al d.lgs. 460/1997, iscritte nell’Albo nazionale delle società cooperative del Ministero dello sviluppo economico e nell’Anagrafe unica delle ONLUS, presso il Ministero dell’economia e delle finanze

che alla data di presentazione della domanda:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e inserite negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento;
  • sono in regime di contabilità ordinaria;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • hanno sede legale e operativa ubicata nel territorio nazionale;
  • sono in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente e sono in regola con gli obblighi contributivi;
  • hanno ricevuto una positiva valutazione del merito di credito da parte della banca finanziatrice e dispongono di una delibera di finanziamento adottata dalla medesima banca finanziatrice per la copertura finanziaria del programma di investimenti proposto. Nel caso di grandi imprese, ai sensi dei Regolamenti de minimis, la valutazione della capacità economico-finanziaria deve assegnare all’impresa richiedente un rating comparabile almeno a B -.

E’ prevista una riserva finanziaria per le PMI, come definite dall’allegato 1 al Regolamento (UE) n. 651/2014, pari al 60% delle risorse.

Cosa finanzia

Finanzia i programmi di investimento proposti dalle imprese operanti nell’ambito dell’economia sociale. I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili, al netto di IVA, non inferiori a 200.000,00 euro e non superiori a 10.000.000,00 di euro.

I programmi devono perseguire uno o più degli obiettivi previsti all’art. 8, comma 1, del decreto interministeriale 14 febbraio

2017, ossia:

  1. incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  2. inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  3. raggiungimento di specifici obiettivi volti alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dei beni storico-culturali;
  4. conseguimento di ogni altro beneficio derivante da una attività di rilevante interesse pubblico o di utilità sociale in grado di colmare uno specifico fabbisogno all’interno di una comunità o territorio attraverso un aumento della disponibilità o della qualità di beni o servizi.

I programmi ammissibili, altresì devono essere:

  • compatibili con le finalità statutarie dell’impresa proponente;
  • ricadere nell’ambito dei settori di attività sociale relativi a ciascuna tipologia di impresa beneficiaria secondo le disposizioni della disciplina sociale vigente;
  • funzionali all’attività di interesse generale esercitata dall’impresa nell’ambito dei settori d’appartenenza.

Le spese sostenute nell’ambito dei programmi d’investimento per essere ammissibili devono essere necessarie alle finalità del programma di investimento proposto, sostenute dall’impresa beneficiaria, a partire dalla data di presentazione della domanda e relative all’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie (tenuto conto di quanto specificato all’art. 5 del decreto ministeriale 3 luglio 2015):

  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni;
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa; brevetti, licenze e marchi;
  • formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;
  • consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;
  • oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;
  • spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;
  • spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

Le agevolazioni

Consistono nella concessione di un finanziamento di durata fino a 15 anni, comprensiva di un periodo di preammortamento massimo di 4 anni al tasso agevolato dello 0,5 per cento annuo.

Al finanziamento agevolato deve essere associato un finanziamento bancario, a tasso di mercato e di pari durata, erogato da una banca finanziatrice aderente alla convenzione. Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario vengono regolati in modo unitario da un unico contratto di finanziamento gestito dalla banca finanziatrice, per una copertura delle spese ammissibili pari all’80% dell’importo complessivo del programma d’investimento, di cui una quota pari al 70% a titolo di finanziamento agevolato e una quota pari al 30% di finanziamento bancario.

Le agevolazioni sono concesse a titolo di “de minimis” ai sensi dei Regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 per il settore agricoltura e n. 717/2014 per il settore della pesca e dell’acquacoltura.

Per i soli programmi che prevedono investimenti non superiori a 3 milioni di euro e che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (UE) n. 1407/2013, al finanziamento agevolato può essere aggiunto un contributo non rimborsabile, nel limite massimo del 5 per cento delle spese ammissibili complessive.

https://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/im presa/imprese-sociali

 

  • Bando Regione Lazio: Promozione e sostegno della cooperazione

Promuovere e diffondere sul territorio regionale il modello di impresa cooperativa incentivando i processi di aggregazione e le pratiche di partecipazione (Obiettivo Strategico 1), e dare sostegno e impulso alle imprese cooperative tramite l’indennizzo delle spese di tutoraggio delle neo-imprese cooperative in fase di startup (Obiettivo Strategico 2).

La dotazione complessiva del bando ammonta a 1,8 milioni di euro.

Dotazione e intensità di aiuto

Per gli interventi di cui all’Obiettivo strategico 1

La dotazione è pari a 1,2 milioni di euro, comprensivi dei costi di gestione e comunicazione; l’agevolazione è un contributo a fondo perduto, concesso ai sensi del Regolamento “De Minimis” (Reg.UE 1407/2013) mentre l’intensità dell’aiuto non può superare l’80% delle Spese Ammesse.

Per gli interventi di cui all’Obiettivo strategico 2

La dotazione dell’Avviso pubblico è pari a 600.000 euro, comprensiva dei costi di promozione e gestione; l’agevolazione è un contributo a fondo perduto commisurato alle spese ammesse dei progetti imprenditoriali, concesso ai sensi del citato Regolamento “De Minimis” e nel rispetto dei massimali ivi indicati.

L’intensità dell’aiuto non può superare il 30% delle spese ammesse che vanno da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 20.000 euro. Tali valori fanno riferimento alle spese ammesse, e sono quindi da considerare al netto dell’IVA. Non è previsto un importo massimo, ma è definito un massimale sul contributo concedibile.

Destinatari

Relativamente all’Obiettivo strategico 1: organizzazioni regionali del movimento cooperativo, riconosciute con decreto del Ministro delle attività produttive ai sensi dell’art. 3 Dgls. 2 agosto 2002, n. 220.

Relativamente all’Obiettivo strategico 2: imprese cooperative, costituite o costituende che necessitino di supporto per lo startup o per il consolidamento nella fase di avvio dell’attività e che, al momento dell’erogazione risultino iscritte all’albo nazionale degli enti cooperativi di cui all’art. 15 del Dgls. 220/2002 e abbiano sede operativa unica o principale nel territorio del Lazio.

Sono escluse le cooperative sociali di cui all’art. 1 comma 1 lettera a) della legge 381/1991 e ss.mm.

Interventi agevolabili

Nell’ambito dell’Obiettivo strategico 1: interventi di ricerca, formazione e orientamento del sistema cooperativo

Nell’ambito dell’Obiettivo strategico 2: idea di impresa, per la quale si intenda usufruire di attività di formazione, consulenza e tutoraggio, fino alla redazione del business plan; business plan per i quali si intenda usufruire delle attività di tutoraggio e accompagnamento agli aspiranti imprenditori.

SCADENZA: 16/05/2019

http://www.lazioeuropa.it/bandi/promozione_e_sostegno_della_ cooperazione-549/

 

INNOVA VENTURE

INVITO PUBBLICO A PRESENTARE PROPOSTE DI INVESTIMENTO NEL CAPITALE DI RISCHIO DI STARTUP E IMPRESE- POR FESR Lazio 2014 – 2020

Settori ammissibili: Tutti (salvo limitate esclusioni indicate nell’Invito)

Stanziamento: 20 milioni di euro

Coinvestimento iniziale per impresa: minimo 350.000 euro e massimo 2 milioni di euro (somma della quota di INNOVA Venture e quella obbligatoria dei coinvestitori)

Presentazione delle proposte di coinvestimento dal 18 settembre 2018

Durata massima prevista dell’investimento: 5 anni

 

Obiettivi

Sviluppare l’offerta di venture capital nel Lazio per investimenti nel capitale di rischio di startup e PMI localizzate, o che intendono localizzarsi, nella regione Lazio con un effetto leva sui capitali di coinvestitori privati, anche attraverso piattaforme autorizzate di equity crowdfunding.

INNOVA Venture opera in modo sussidiario ai fondi di venture capital cofinanziati da LAZIO Venture, elencati sul sito di Lazio Innova, che hanno un diritto di “first refusal” (prelazione) sulle proposte di investimento. INNOVA Venture si concentrerà così sulle imprese che hanno più difficoltà a rientrare nelle politiche di investimento dei fondi cofinanziati e con business che suscitano l’interesse di una platea più ampia di investitori (altri fondi anche esteri, business angel, finanziarie, imprese di settore, ecc.).

Possono proporre l’investimento

  • PMI: Piccole e Medie Imprese (ex Reg. UE 651/2014) già costituite;
  • Promotori (persone fisiche o giuridiche) di PMI da costituire dopo la delibera del Comitato di Investimento e prima dell’effettivo coinvestimento; che non hanno effettuato la loro prima vendita commerciale da oltre 7 anni o che richiedono investimenti in equity e/o quasi equity per importi superiori alla media del loro fatturato negli ultimi 5 esercizi. Presentazione e valutazione delle proposte: Le proposte di investimento, complete di un business plan a 5 anni, devono essere corredate, già in sede di proposta, da manifestazioni di interesse a investire per la quota prevista da parte di uno o più coinvestitori e dalle segnalazioni di non interesse a investire espresse dai fondi cofinanziati da LAZIO Venture. L’istruttoria delle proposte è curata da Lazio Innova. La valutazione e le relative decisioni di investimento, gestione e disinvestimento sono esclusivamente a cura di un Comitato di Investimento, con una consolidata esperienza negli investimenti in venture capital, che seleziona gli investimenti in base ai ritorni finanziari attesi per INNOVA Venture e secondo logiche commerciali. La valutazione si articola in due fasi:
  • la prima di verifica dei requisiti di accesso e di analisi preliminare del business plan da parte del Comitato di Investimento;
  • la seconda di approfondimento dei business plan ritenuti idonei e di interesse da parte del Comitato e di messa a punto delle condizioni per l’investimento.

Gli investimenti in capitale di rischio

INNOVA Venture di norma acquisisce partecipazioni temporanee (massimo 5 anni, con eventuale grace period di ulteriori 3 anni) tramite aumenti di capitale nelle imprese proponenti, ma può investire anche in strumenti di quasi equity, comunque sempre insieme a coinvestitori privati e indipendenti dall’impresa proponente e alle medesime condizioni (coinvestimento).

Il coinvestimento deve essere in denaro, di minoranza e avvenire mediante la sottoscrizione di strumenti di equity e/o quasi equity di nuova emissione, con possibilità di eventuali interventi di replacement capital per un massimo del 25% del coinvestimento. L’investimento del coinvestitore privato dev’essere nella misura minima del:

  • 30% del coinvestimento totale (quindi 70% massimo di INNOVA Venture) per le imprese che non hanno ancora operato in alcun mercato, non avendo ancora effettuato la prima vendita commerciale;
  • 40% del coinvestimento totale per le imprese che operano in un mercato qualsiasi da meno di sette anni dalla prima vendita commerciale;
  • 60% del coinvestimento totale per le imprese che necessitano di un investimento per il lancio di un nuovo prodotto o l’ingresso su un nuovo mercato geografico, di importo superiore al 50% del loro fatturato medio annuo negli ultimi cinque anni.

Ai coinvestitori può essere riconosciuta una ripartizione favorevole dei profitti in caso di exit congiunte, da richiedersi in sede di proposta e da negoziarsi con il Comitato di Investimento. L’investimento complessivo di INNOVA Venture, in caso di follow-on con i medesimi coinvestitori iniziali o altri, può raggiungere un importo massimo di 2,5 milioni di euro.

INNOVA Venture non effettua nomine negli organi amministrativi delle imprese investite, lasciando ai soci fondatori ed eventualmente ai coinvestitori, pieni poteri sulla gestione operativa e ordinaria.

Settori di investimento

INNOVA Venture è un fondo generalista che investe nel più ampio numero di settori, con alcune limitate esclusioni derivanti dalle disposizioni comunitarie e regionali applicabili. Inizialmente un importo 10 milioni di euro è riservato ai settori ad “alta intensità di conoscenza” e ai progetti rientranti nella Smart Specialization Strategy del Lazio.

Orientamento e scouting

L’area Venture Capital di Lazio Innova è a disposizione dei soggetti interessati per approfondimenti preliminari sulle proposte di investimento, per la ricerca dei coinvestitori e per contattare i veicoli cofinanziati da LAZIO Venture. http://www.lazioeuropa.it/bandi/por_fesr_fondo_innova_venture

_per_il_capitale_di_rischio_delle_pmi-536/

Bando Lazio Cinema International

L’avviso pubblico della Regione è uno strumento pensato per essere in sinergia, continuità e complementarietà con l’azione del governo nazionale a favore del rilancio del settore audiovisivo, come il tax credit che agevola fiscalmente le produzioni internazionali che decidono di girare in Italia. L’intervento è finalizzato a sostenere la realizzazione di due tipi di coproduzioni, che devono sempre far registrare la presenza di almeno un “Produttore PMI Italiana” e uno o più produttori esteri: quelle cinematografiche e quelle di altre opere audiovisive di altro tipo. Le Pmi del settore cinematografico, video e televisivo che potranno partecipare al bando devono avere una residenza fiscale in Italia e una sede operativa nel Lazio. I 10 milioni di euro stanziati per il bando sono finanziati con il Por-Fesr 2014-2020 e sono riservati al 50% alle coproduzioni cinematografiche e al 50% alle coproduzioni di altri audiovisivi. Inoltre è stato stabilito che il 50% delle risorse complessive debba essere destinato a opere ritenute di interesse regionale. Il contributo concesso alle imprese sarà a fondo perduto e non potrà superare il 35% delle spese ammissibili, incrementabile al 45% nel caso di coproduzioni finanziate da almeno un altro Stato dell’Unione Europea. Nel calcolo dell’agevolazione concessa c’è una forte premialità (tra il 15 e il 25%) per quei progetti legati alla promozione turistica e culturale del Lazio. Sono ammissibili a contributo sia le spese cosiddette “sopra la linea” (ossia quelle per soggetto e sceneggiatura, direzione e attori principali) che quelle “sotto la linea” (le altre) e devono essere direttamente imputabili alla Pmi laziale e riferibili al territorio del Lazio. Inoltre, a seconda della tipologia di audiovisivo, le coproduzioni devono: nel caso di film, avere un costo industriale di almeno 1,5 milioni, che scende a 1 milione per opere prime o seconde, e a 400 euro al minuto per i documentari; nel caso di coproduzioni di altri audiovisivi di narrazione e finzione scenica, avere durata superiore ai 90 minuti e un costo industriale di almeno 2000 euro al minuto; nel caso di coproduzioni di altri audiovisivi, come ad esempio l’animazione, avere durata superiore ai 40 minuti e un costo industriale di almeno 400 euro al minuto. Bando aperto dal 09 novembre 2018. http://www.lazioeuropa.it/bandi/por_fesr_bando_lazio_cine ma_international_2018-544/

INTERNAZIONALIZZAZIONE: “Fondo Start Up”

Il Fondo Start Up è un fondo rotativo nato con l’obiettivo di rafforzare il sostegno pubblico alle PMI nel loro processo di internazionalizzazione. Il nuovo strumento è finalizzato a favorire la fase di avvio (start-up) di progetti di internazionalizzazione di imprese singole o aggregate. Si concretizza nella partecipazione del Fondo al capitale sociale di società costituite ad hoc (NewCo) con sede sociale in Italia (o in altro Paese UE qualora necessario per lo sviluppo del progetto). Con il D.M. 4.3.2011 è stato adottato il Regolamento recante i criteri generali per gli interventi a valere sul Fondo Start Up.

Si forniscono di seguito alcune informazioni riguardo le caratteristiche più significative dello strumento, rimandando, per le modalità operative, alla Delibera n.1/2012 del Comitato di Indirizzo e Controllo:

  • destinatari: singole PMI o raggruppamenti di PMI costituite sotto forma di società di capitali;
  • intervento: avverrà tramite la sottoscrizione al capitale in caso di NewCo o la sottoscrizione di un aumento di capitale di una NewCo costituita da non più di 18 mesi dalla data di presentazione dell’istanza; la partecipazione del Fondo non può superare il 49% del capitale sociale. Ogni singolo intervento a valere sul Fondo può raggiungere un massimo di €200.000,00 (duecentomilaeuro);
  • garanzie: non è prevista alcuna garanzia bancaria e assicurativa sulla quota di partecipazione del Fondo;
  • durata: la partecipazione del Fondo alla NewCo ha una durata fra 2 e 4 anni;
  • progetti: il progetto di internazionalizzazione deve essere realizzato in Paesi extra UE;
  • organo deliberante: Comitato di Indirizzo e Controllo istituito presso la Direzione Generale per le Politiche di Internazionalizzazione e la Promozione degli Scambi, del Ministero dello Sviluppo Economico;
  • riferimenti normativi: art.14 Legge sviluppo n.99 del 23 luglio 2009; Regolamento recante criteri del Fondo Start Up (D.M. 4.3.2011, pubblicato sulla G.U. dell’8 luglio 2011); Delibera del Comitato di Indirizzo e Controllo n.1/2012 recante le modalità operative per l’approvazione dei progetti;
  • ente gestore: simest spa ;
  • documentazione: le domande debbono essere corredate da apposita documentazione come riportato nella modulistica .

Ente gestore: Ministero dello sviluppo economico INTERNAZIONALIZZAZIONE: “Finanziamenti agevolati delle spese per l’apertura di strutture all’estero per il lancio e la diffusione di nuovi prodotti e servizi o l’acquisizione di nuovi mercati”

Finalità:

Finanziamento a tasso agevolato delle spese sostenute nella realizzazione di programmi, con caratteristiche di investimento, volti a costituire insediamenti durevoli in Paesi non membri dell’Unione europea (uffici, show-room, magazzini, un solo negozio o corner).

Beneficiari:

Imprese con sede legale in Italia., in forma singola o aggregata, ivi comprese quelle a partecipazione giovanileofemminile. Una quota pari al 70% annuo delle disponibilità del Fondo sono riservate alle iniziative delle PMI, come definite dal Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18.4.2005 di adeguamento dei criteri di individuazione delle PMI alla disciplina comunitaria. Non sono finanziabili i programmi posti in essere da imprese appartenenti ai settori dicui all’art. 1 del Regolamento UE 1407/2013 “de minimis”.

Paesi di destinazione:

Il programma deve essere realizzato in un Paese che non sia membro dell’Unione Europea. Oltre al Paese di destinazione sono ammessi due Paesi di “proiezione” nella stessa area geografica.

Tipo di agevolazione:

Finanziamento a tasso agevolato, pari al 15% del tasso di riferimento. Il tasso di riferimento è fissoed è quello vigente alla data della delibera di concessione del Comitato Agevolazioni. Tale tasso, inogni caso,nonpuòessereinferioreallo0,50%annuo. Il tasso di riferimento è reso noto dal Ministero dello sviluppo economico e pubblicato sul sito internet del Ministero e su quello della Simest.

Spese finanziabili:

Sono ammissibili al finanziamento le spese sostenute dalla data di presentazione della domanda  sino a 24 mesi dopo la stipula del contratto (periodo di realizzazione del programma). Le spese ammissibili devono riguardare:

  • La struttura (le spese per l’acquisto di immobili sono ammissibili nel limite del 50%del valore dell’immobile) ed il suo funzionamento (comprese le spese per il personale in loco);
  • Le azioni promozionali (comprese le diverse forme di pubblicità);
  • Interventi vari, anche se non documentabili con fattura, purchè connessi con la realizzazione del programma (nella misura forfettaria del 30% della somma delle spese previste per struttura e azioni promozionali).

Nelle iniziative finalizzate al lancio di nuovi prodotti sono finanziabili soltanto le spese promozionali. Eventuali spese per consulenza specialistica sono ammissibili entro il limite del 10% dell’intero importodelprogrammadaagevolare. Durante il periodo di realizzazione del programma è consentita una compensazione, fino ad un massimo del 30%, tra gli importi delle singole voci di spesa (fermo restando l’importo complessivo approvato).

Massimali del finanziamento:

Il finanziamento può coprire fino all’85% dell’importo delle spese complessivamente previste dal programma e può essere concesso  per un importo non superiore a quello consentito dall’applicazionedelRegolamentocomunitario”de minimis”. Il Comitato agevolazioni può deliberare un importo massimo dei finanziamenti concedibili per ciascunatipologiadifinanziamento.

L’importo massimo dei finanziamenti concedibili è pubblicato sul sito internet del Ministero e della Simest.

Richiesta di finanziamento:

La domanda di concessione del finanziamento deve essere presentata alla SIMEST SpA, redatta su apposito modulo disponibile sul sito internet della Simest e del Ministero, nel quale è indicata la documentazione da allegare, tra cui una relazione illustrativa del programma e l’indicazione analitica delle singole voci di spesa previste.

Istruttoria:

L’istruttoria è effettuata seguendo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande e sulla base delle seguenti valutazioni:

  • Validità economica, commerciale e promozionale del progetto e congruità delle spese previste;
  • Validità tecnica, finanziaria ed economica del programma in relazione alla consistenza patrimoniale, finanziaria ed organizzativa dell’ufficio commercio internazionale richiedente;
  • Congruenza del finanziamento richiesto con i ricavi medi degli ultimi 3 esercizi con un tetto massimo del 25%;

Entro 3 mesi dalla data di arrivo della domanda, la SIMEST SpA sottopone alla deliberazione del Comitato la proposta in merito al finanziamento e ne comunica l’esito all’ufficio commercio internazionale entro 15 gg dalla relativa decisione.

Stipula del contratto di finanziamento:

Il contratto di finanziamento viene stipulato entro 3 mesi dalla comunicazione della concessione del finanziamento (entro 2 mesi il beneficiario dovrà aver presentato alla SIMEST SpA, a pena di decadenza, la documentazione necessaria per la stipula). Erogazione del finanziamento:

Il Comitato può concedere, su motivata richiesta del beneficiario, un anticipo pari al massimo al30% dell’importo del finanziamento approvato che avrà 12 mesi per rendicontarne in modo idoneo l’importo.

Le ulteriori richieste di erogazione possono essere presentate solo una volta completata la documentazione di spesa relativa all’anticipo. L’ultima richiesta di erogazione e relativa documentazione devono essere presentate alla SIMEST SpA entro il mese successivo al compimento del biennio (24 mesi)

 


dalla stipula del contratto di finanziamento. Garanzie:

Per garantire il rimborso del capitale, dei relativi interessi e degli altri oneri accessori, l’ufficio commercio internazionale beneficiaria del finanziamento, a fronte dei singoli importi da erogare, deve prestare alla SIMEST SpA una o più delle seguenti tipologie di garanzia deliberate dal Comitato: fideiussione bancaria, fideiussione assicurativa, fideiussione di confidi convenzionati con Simest,fideiussione di intermediari finanziari convenzionati con Simest e pegno su titoli di Stato.

Riduzione garanzia per le PMI:

Il Comitato Agevolazioni può accordare alle PMI una riduzione delle garanzie da prestare fino al 60% del finanziamento in relazione alla affidabilità delle stesse con particolare riguardo alla loro capacità di rimborsare il finanziamento medesimo (sistema di scoring pubblicato sul sito internet della Simest).

Durata:

Il periodo di realizzazione del programma decorre dalla data di presentazione della domanda  e termina 24 mesi dopo la data della stipula del contratto di finanziamento (durata massima). I finanziamenti sono concessi per una durata non superiore a 6 anni, di cui 2 di preammortamento e 4 di ammortamento. E’ facoltà dell’ufficio commercio internazionale chiedere la riduzione di tali termini.

Verifica della realizzazione dei programmi:

Entro i 2 mesi successivi alla scadenza del periodo di realizzazione del programma, pena la revoca del finanziamento, l’impresa deve presentare alla Simest una relazione illustrativa dell’attività svolta nell’ambito del programma approvato, nonché i risultati commerciali e promozionali conseguiti. La relazione deve contenere il rendiconto dettagliato delle spese sostenute ed i dati relativi al fatturato interno ed estero realizzato negli ultimi tre anni con particolare riferimento ai Paesi oggetto del programma finanziato. Il Ministero accerta la realizzazione dei programmi e verifica il loro stato di attuazione anche mediante ispezioni in loco, deliberate dal Comitato Agevolazioni e/o avvalendosi della collaborazione dell’ICE o altri soggetti istituzionali.

Revoca:

Il Comitato Agevolazioni può deliberare la revoca del finanziamento nel caso in cui il beneficiario, entro i termini previsti:

  • Non richieda l’erogazione della quota anticipata o non produca idonea documentazione di spesa a copertura della stessa;
  • Non produca la relazione finale;
  • Non realizzi il progetto ovvero lo abbia realizzato solo parzialmente per cause imputabili all’ufficio commercio internazionale.

Il Comitato può revocare il finanziamento qualora non risultino realizzate le strutture preventivate o vengano chiuse prima della scadenza del periodo di  realizzazione. La revoca del finanziamento comporta il rimborso in unica soluzione, ed entro 3 mesi, degli importi erogati maggiorati degli interessi a tasso di riferimento. Consolidamento del finanziamento:

Si ha consolidamento quando il Comitato delibera di confermare il rimborso dell’importo erogato a tasso agevolato e secondo i tempi di ammortamento stabiliti. Il consolidamento è riconosciuto se il programma è stato realizzato secondo le modalità ed i termini approvati.

Rimborso:

Il finanziamento ha una durata non superiore a 6 anni, di cui 2 di preammortamento (durante il quale sono pagati solo gli interessi corrisposti provvisoriamente al tasso agevolato). Il rimborso del finanziamento è effettuato nei 4 anni successivi, in rate semestrali posticipate ed a quote costanti di capitale più gli interessi sul debito residuo da corrispondere al tasso di interesse deciso dal Comitato in sede di consolidamento. Cumulabilità dei benefici:

Le agevolazioni sono alternative ad ogni altro beneficio che abbia  ad oggetto le medesime voci di spesa incluse nel programma approvato dal Comitato. La circolare n.5/2013 emanata dal Comitato Agevolazioni ed il modulo di domanda (link a piè di pagina) forniscono ulteriori specificazioni sulle modalità operative dell’intervento. https://www.simest.it/Prodotti-E-Servizi/Finanziamenti-Per- LInternazionalizzazione/Programmi-Di-Inserimento-Sui- Mercati-Extra-UE/Programmi-Di-Inserimento-Sui-Mercati- Extra-UE.kl

COMMERCIO E ARTIGIANATO

Fondo Rotativo per il Piccolo Credito, 39 milioni per le imprese

Fornire risposte rapide alle Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) con esigenze finanziarie di minore importo, minimizzando costi e tempi e semplificando le procedure d’istruttoria e di erogazione. E’ questo l’obiettivo del Fondo Rotativo per il Piccolo Credito, finanziato con 39 milioni di euro (di cui 24 a valere sul POR FESR Lazio 2014-2020 e 15 su fondi regionali) e gestito dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito tra Artigiancassa e Medio Credito Centrale, individuato quale “Soggetto gestore” a seguito dell’aggiudicazione del bando di gara. Il Fondo è suddiviso in quattro sezioni:

    • Sezione I – settore manifatturiero
    • Sezione II – tutti i settori, con riserva per il settore commercio
    • Sezione III – tutti i settori, esclusivamente per interventi volti al risparmio energetico
    • Sezione IV – interventi a valere su fondi regionali rivolti ad artigiani, società cooperative, trasporto non di linea, turismo, botteghe storiche (sottosezione attiva dal 20 settembre 2018)

Possono presentare domanda di agevolazione:

Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI);

    • Consorzi e Reti di Imprese aventi soggettività giuridica, esclusivamente per gli interventi previsti nell’ambito della Sezione III, volti al risparmio energetico;
    • Liberi professionisti.

L’agevolazione consiste in un finanziamento con le seguenti caratteristiche:

    • importo: minimo 10.000, massimo 50.000 euro;
    • durata: minimo 12 mesi, massimo 60 mesi;
    • preammortamento: massimo 12 mesi, in caso di finanziamenti di durata pari o superiore a 24 mesi;
    • tasso di interesse: zero;
    • rimborso: a rata mensile costante posticipata.

Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a 10.000 euro. Il finanziamento agevolato può coprire fino al 100% dell’investimento.

Le richieste di accesso all’agevolazione possono essere presentate a partire dal 21 settembre 2018.

http://lazioeuropa.it/files/180920/avviso_frpc_2018.pdf

AGRICOLTURA

ISMEA. Finanziamento a tasso agevolato fino ad € 70.000,00 per sostenere l’insediamento dei giovani in agricoltura. Bando 2019.

L’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – ISMEA – intende incentivare sull’intero territorio nazionale l’insediamento di giovani in agricoltura. A tal fine, il Bando si pone  l’obiettivo di sostenere le operazioni fondiarie riservate ai giovani che si insediano per la prima volta in aziende agricole in qualità di capo azienda, mediante l’erogazione di un contributo in conto interessi.

Il Bando è articolato in due lotti in base alla localizzazione geografica delle operazioni fondiarie:

  1. LOTTO 1 comprende le Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. La dotazione destinata a finanziare le operazioni del LOTTO 1 è pari a euro 35.000.000,00.
  1. LOTTO 2 comprende le Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La dotazione destinata a finanziare le operazioni del LOTTO 2 è pari a euro 35.000.000,00.

Soggetti beneficiari

La partecipazione al presente Bando è riservata ai giovani che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda e che, alla data di presentazione della domanda, risultano in possesso, a pena di esclusione, dei seguenti requisiti:

  1. età compresa tra i 18 anni compiuti e i 41 anni non ancora compiuti;
  2. cittadinanza in uno degli Stati membri dell’Unione Europea;
  3. residenza nel territorio della Repubblica Italiana;
  4. possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, attestate da almeno uno dei seguenti documenti:

titolo di studio di livello universitario di indirizzo agrario; titolo di studio di scuola media superiore in campo agrario;

esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale;

attestato di frequenza con profitto ad idonei corsi di formazione professionale.

Qualora il giovane, al momento della presentazione della domanda, non disponga di adeguate capacità e competenze professionali, è ammesso alla partecipazione, a condizione che dichiari di impegnarsi ad acquisire tali capacità e competenze professionali, salve le condizioni necessarie a realizzare l’insediamento che devono sussistere, entro 36 mesi dalla data di adozione della determinazione di ammissione alle agevolazioni. Tale dichiarazione di impegno, da adempiersi a pena di decadenza dal contributo, deve essere formalizzata, a pena di esclusione, nel piano aziendale.

Nel caso di insediamento in impresa individuale, ai fini della stipula dell’atto di concessione   delle agevolazioni, il soggetto richiedente dovrà insediarsi quale capo azienda in una impresa individuale che, entro 3 mesi dalla data di comunicazione della determinazione di ammissione della domanda alle agevolazioni, deve risultare, a pena di decadenza:

  1. titolare di partita IVA in campo agricolo;
  2. iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio;
  3. iscritta al regime previdenziale agricolo.

Nel caso di insediamento in società agricola, al momento della presentazione della domanda, a pena di esclusione, il soggetto richiedente deve risultarne socio e la società (di persone, capitali ovvero cooperativa) deve:

  1. essere titolare di partita IVA in campo agricolo;
  2. essere iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio;
  3. avere per oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività di cui all’articolo 2135 del codice civile;
  4. recare la indicazione di “società agricola” nella ragione sociale o nella denominazione sociale;
  5. non essere assoggettata ad alcuna procedura concordataria o concorsuale né avere in corso alcun procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  6. avere una maggioranza assoluta, numerica e di quote di partecipazione di soci di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 41 anni non compiuti;
  7. essere amministrata da soggetti di età compresa tra i 18 anni compiuti e i 41 anni  non compiuti.

Entità e forma dell’agevolazione

Nell’ambito delle operazioni fondiarie previste dal presente Bando, è concesso un contributo in conto interessi nella misura massima attualizzata di Euro 70.000,00 (settantamila/00) erogabile per il 60% alla conclusione del periodo di preammortamento e dunque all’avvio dell’ammortamento dell’operazione e per il 40% all’esito della corretta attuazione del piano aziendale allegato alla domanda di partecipazione.

Il tasso annuale di riferimento massimo applicabile alle operazioni è corrispondente al tasso base vigente al momento della determinazione di ammissione delle domande alle agevolazioni aumentato fino a 220 punti base. Il tasso finale applicabile all’operazione non potrà, in ogni caso, essere inferiore allo 0,50% annuo.

La durata del piano di ammortamento dell’operazione può, su domanda del richiedente, essere alternativamente di:

15 anni (più 2 anni di preammortamento); 20 anni (più 2 anni di preammortamento);

30 anni (comprensivi di 2 anni di preammortamento).

Possono essere altresì presentate domande di ammissione alle agevolazioni per operazioni fondiarie il cui importo richiesto è compreso tra 100.000 euro e 250.000 euro.

SCADENZA: 26 MAGGIO  2019

http://www.ismea.it/primo-insediamento

 

CULTURA

REGIONE LAZIO: Sostegno e sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative

 

 

Sostenere la nascita e/o lo sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative e in particolare nei settori dell’audiovisivo, delle tecnologie applicate ai beni culturali, dell’artigianato artistico, del design, dell’architettura e della musica – cofinanziandone i costi di avvio e di primo investimento.

E’ questo l’obiettivo dell’avviso pubblico per il quale la Regione Lazio ha stanziato 450.000 euro a valere sul “Fondo della creatività per il sostegno e lo sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative” (art. 7 della Legge Regionale n. 13/2013).

Il Fondo sostiene la nascita e/o lo sviluppo di startup innovative, operanti nel settore delle attività culturali e creative da almeno due anni, mediante l’erogazione di contributi a fondo perduto per il sostegno delle spese relative all’avvio dell’attività imprenditoriale, ai costi di investimento e alle spese di gestione.

Possono partecipare

Micro, piccole e medie imprese (inclusi liberi professionisti):

  • costituite non oltre 24 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso sul BURL;
  • che hanno o intendono aprire una sede operativa nel Lazio;
  • iscritte al Registro imprese della CCIAA competente per territorio e in regola con gli obblighi previsti dai regolamenti comunitari e dalle leggi nazionali e regionali.

Promotori (persone fisiche) di nuove micro, piccole e medie imprese che, entro 90 giorni dalla data di comunicazione della concessione del contributo, si costituiscano in impresa e si iscrivano al Registro delle Imprese con i requisiti di cui sopra

(PMI costituende).

In entrambi i casi l’attività imprenditoriale deve risultare effettivamente nuova e non prosecuzione di attività già avviate da più di 24 mesi sotto altra forma.

Settori di attività

L’avviso è rivolto a coloro che operano o intendano operare con un apporto culturale o creativo rispetto alle attuali conoscenze, in uno o più dei seguenti settori di interesse:

    • Patrimonio culturale ed artistico – Arte, Restauro, Artigianato artistico (di elevata qualità artistica, di continuità con le tradizioni locali o a servizio degli altri settori ammissibili), Tecnologie applicate ai beni culturali, Fotografia;
    • Architettura e Design – Architettura, Design, Disegno industriale (prototipazione e produzione in piccola scala di oggetti ingegneristici ed artigianali), Design della Moda;

 

  • Musica;

  • Audiovisivo;
  • Editoria;
  • Comunicazione;
  • Videogiochi e software. Contributo

 

Il contributo concedibile è pari all’80% dell’investimento ammissibile, sostenuto dall’impresa entro i primi 24 mesi dal perfezionamento dell’Atto di Impegno, con un tetto massimo di 30.000 euro in “de minimis”.

SCADENZA: 24 MAGGIO 2019

http://www.lazioeuropa.it/bandi/sostegno_e_sviluppo_di_impres e_nel_settore_delle_attivita_culturali_e_creative-561/

 

  • REGIONE LAZIO: Bando “L’impresa fa cultura” (a beneficio delle Imprese)

 

Promuovere i luoghi della cultura del Lazio attraverso l’uso di nuove tecnologie, scommettendo sulle potenzialità dell’innovazione collegata ai territori. E’ questo l’obiettivo del bando POR FESR, per il quale la Regione Lazio mette a disposizione 6.835.000 euro.

In particolare, il bando sostiene progetti di investimento finalizzati alla promozione del patrimonio culturale del territorio laziale, attraverso l’allestimento di spazi all’interno dei “luoghi della cultura” individuati, ubicati nel Lazio e volti:

  • alla promozione di eventi e performance artistiche, ossia azioni eseguite dal vivo o tramite media con carattere di  interdisciplinarietà tra settori tradizionali e nuove tecnologie, con forte impatto innovativo;
  • al miglioramento del networking delle strutture interessate;
  • alla promozione di artisti e figure specializzate legate all’artigianato artistico e alle specificità produttive dei territori interessati;
  • all’attuazione di attività laboratoriali innovative, rivolte a diversi target di pubblico, legate alle tematiche dei luoghi della cultura prescelti, in funzione dell’allestimento di mostre temporanee nelle quali saranno esposti i prodotti realizzati.

I luoghi della cultura

I progetti di investimento dovranno riguardare gli ambiti/tematismi riferiti ai “luoghi della cultura”: musei, biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali. (art. 101 del D.lgs 42/2004, Codice dei Beni Culturali).

La Regione, al fine di concentrare ed ottimizzare le risorse e le azioni messe in campo, ha individuato i “luoghi della cultura” sui quali intervenire prioritariamente che:

  1. ricadono nei sistemi di valorizzazione del patrimonio culturale regionale (Città d’Etruria, Ville di Tivoli, Città di Fondazione come luoghi del contemporaneo, Cammini della Spiritualità, Ostia Antica e Fiumicino, Via Appia Antica), come individuati nelle DGR nn. 385/2015 e 504/2016;
  2. sono compresi nei sistemi museali e nei sistemi bibliotecari riconosciuti dalla Regione Lazio (L.R. 42/1997 e determinazione n. G15171/2018);
  3. riguardano i beni culturali individuati nel programma di valorizzazione Art Bonus-Regione Lazio (Legge 29 luglio 2014, n. 106 e s.m.i. recepita con DGR n. 678 del 15 novembre 2016).

Pertanto, all’interno del criterio di priorità “Potenziali ricadute di filiera che ciascun tematismo ed ambito di azione propone”, è previsto un sottocriterio “Luoghi della cultura rientranti nella programmazione strategica regionale” con attribuzione di punteggio 0-3. Per “spazi culturali” si intendono gli stessi “luoghi della cultura” o loro parti, porzioni, pertinenze, succursali.

Beneficiari

Micro, piccole e medie imprese (PMI), in forma singola o aggregata, regolarmente costituite. I dossier di candidatura possono essere presentati anche da imprese in forma di aggregazioni stabili e non stabili.

Agevolazione

Consiste in un contributo economico a fondo perduto fino a un massimo dell’80% delle spese ammissibili e comunque non superiore a 200.000 euro per singolo progetto.

SCADENZA: 30/04/2019

http://www.lazioeuropa.it/bandi/por_fesr_l_impresa_fa_cultura- 556/

PROGETTI STRATEGICI

Sostenere il consolidamento dei collegamenti tra i dipartimenti universitari e i centri di ricerca, pubblici e privati (Organismi di Ricerca o OdR), che presentano conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche rilevanti a livello internazionale nell’ambito delle Aree di Specializzazione (AdS) “scienze della vita”, “green economy” e “aerospazio” individuate dalla Smart Specialisation Strategy del Lazio, e la loro capacità di fornire tali conoscenze alle imprese regionali per favorirne l’innovazione tecnologica.

E’ questo l’obiettivo dell’avviso pubblico “Progetti Strategici” (POR FESR Lazio 2014-2020), che stanzia 14.232.900 euro, di cui 5.000.000 di euro destinati a ciascuna delle AdS “scienze della vita” e “green economy” e 4.232.900 euro destinati all’AdS “aerospazio”.

Come funziona il bando

Almeno due OdR (Cardine) devono candidarsi entro il 20 maggio a presentare un Insieme di Progetti per ciascuna delle AdS, individuando una loro unità organizzativa (Interfaccia per il Trasferimento Tecnologico), dedicata a raccogliere le esigenze di innovazione delle imprese e ad individuare al proprio interno o, soprattutto su tematismi specifici, ricorrendo anche ad eccellenze scientifiche nazionali ed internazionali, le tecnologie e le competenze più adatte a soddisfare tali esigenze.

Entro il 10 luglio, gli OdR Cardine dovranno quindi raccogliere, tramite le Interfacce TT, un Insieme di Progetti di Ricerca e Sviluppo (RSI) coerenti con i tematismi previsti dalla AdS pertinente, da realizzarsi da parte delle PMI del Lazio, in forma singola o aggregata, e che prevedano tutti o attività di ricerca commissionate ad uno degli OdR Cardine o la loro effettiva collaborazione.

Sarà   quindi  concesso  un contributo   a fondo perduto

all’Insieme  di Progetti RSI  che presentano una  valutazionemedia ponderata migliore per ciascuna AdS, ma che dimostrino anche la validità dell’Interfaccia TT, e quindi degli OdR Cardine, a sapere soddisfare le esigenze delle PMI per un ampio spettro dei tematismi previsti dalla AdS anche mettendo a loro disposizione le migliori eccellenze scientifiche nazionali ed internazionali.

Un finanziamento di natura accessoria (3%) sarà dedicato ad azioni tese a far conoscere le Interfacce TT ed in particolare i concreti obiettivi e i risultati conseguiti con i Progetti RSI finanziati, anche al fine di ridurre una certa difficoltà di comunicazione tra le imprese, specialmente quelle più piccole, ed il mondo dell’accademia, e quindi rendere strutturale la valenza strategica di tale azione. Questa infatti risiede nel facilitare anche nel più lungo termine, il dialogo tra l’eccellenza scientifica e la richiesta di ricerca da parte delle imprese impegnate sulle frontiere tecnologiche più promettenti anche al fine di aumentare il tasso di partecipazione e successo da parte delle imprese e degli OdR del Lazio, nei programmi per la ricerca nazionali, europei e internazionali.

http://www.lazioeuropa.it/bandi/por_fesr_avviso_pubblico_prog etti_strategici-580/