Assemblea Osce a Ginevra, immigrazione, Medio Oriente e crisi Ucraina al centro del dibattito

La situazione in Ucraina, il tema dell'immigrazione nel Mediterraneo,  le tensioni in Medio Oriente. Sono questi gli argomenti che sono stati al centro della riunione dell'assemblea parlamentare dell'Osce, a Ginevra, alla quale ho partecipato dal 3 al 5 ottobre.
Sono stati tre giorni di lavoro intensi, appassionati, nel corso dei quali ho avuto modo di confrontarmi con i rappresentanti di molti Paesi membri dell'Osce sulle sfide europee e internazionali che ci  attendono.
A iniziare dalla questione del Mediterraneo. Sono convinta,  in questo senso, che non esiste la sicurezza dell'Europa senza la pace e la stabilità democratica nel Mediterraneo e nel Medioriente.
E' per questo che è necessario, come è emerso nel corso della tre giorni, che l'Osce rafforzi la sua dimensione mediterranea, mettendo a disposizione del processo di dialogo e di distensione tutta la sua capacità, la sua esperienza e le sue risorse umane.
Abbiamo ricordato la tragedia nel mare di Lampedusa di un anno fa e la necessità di consolidare una strategia integrata per la gestione dei flussi migratori, che ancora oggi è troppo frammentata. E in questo ragionamento non può non trovare spazio la questione palestinese: il Medioriente è la chiave di volta della sicurezza nel Mediterraneo.
La questione palestinese vive in un cono d'ombra mediatico da cui viene tragicamente strappata solo in occasione di eventi eccezionali, come i  bombardamenti su Gaza che hanno provocato più di duemila morti. Eppure la Palestina è sempre lì e giorno dopo giorno si consuma, in questa martoriata terra, il dramma di due popoli, l'ebraico ed il  palestinese, che non riescono a convivere.
Periodicamente, quando i media rispolverano il problema sulla base di gravi fatti di sangue, tutti invocano la pace. Così è troppo comodo: la pace non va invocata, bensì costruita con un lavoro ininterrotto e con la massima  determinazione.
Altrettanto importante è stato il tema dei rapporti tra Kiev, Russia e Europa: la delegazione italiana ha incontrato le  delegazioni dei due Paesi e si è fatto il punto sulla situazione  attuale.
Occorre, urgentemente, che l'Europa riapra i canali di  dialogo con Mosca, ponendosi come autonomo ed autorevole ente  politico, capace di dare vita ad una politica estera coerente e  continuativa basata sulla salvaguardia di corretti equilibri geo politici e sulla collaborazione economica.
Mosca, dal canto suo, dovrà rispettare gli accordi di Minsk, che vengono a valle di precise posizioni politiche su cui Vladimir Putin si è impegnato: la volontà di pace deve essere manifesta.
Non può esserci distanza tra impegni e comportamenti concreti. La sicurezza dello scacchiere euro asiatico si garantisce, solo ed esclusivamente se tutti i partner si impegnano in  maniera manifesta.
Chiudo questo mio spazio con una proposta avanzata all'assemblea parlamentare dell'Osce insieme alla delegazione svizzera e cioè ricordare, in occasione della prossima assise, le figure di Laurent Etienne, il volontario della Croce rossa morto nel Donbass, e  il nostro Andrea Rocchelli, morto a Sloviansk lo scorso 24 maggio: la loro storia sia un esempio per tutti.