AL SINDACO COZZOLINO NON PIACCIONO I POVERI

Mi rincresce constatare che il sindaco di Civitavecchia nutra un fastidio visibile nei confronti delle sofferenze di chi non ha una casa e di chi, da qualche giorno, manifesta davanti al municipio, dormendo in una tenda. Di fronte alla questione dell'emergenza abitativa, posta da alcuni consiglieri di minoranza durante il consiglio comunale di ieri, Cozzolino ha risposto con estrema freddezza e con un senso di sufficienza al dramma di intere famiglie che sono costrette ad abitare in strada.  Dal sindaco sono arrivate parole chiare di estremo fastidio nei confronti di questa situazione e ha dimostrato così una grande carenza di umanità. Essere poveri non è una malattia contagiosa dalla quale tenersi a debita distanza, ma, al contrario, significa avere bisogno di aiuto e non è una cosa di cui vergognarsi. Aiutare chi ha bisogno è un merito e dovrebbe essere il primo dovere di ogni buon sindaco: le istituzioni, in genere, si fanno carico dello stato di necessità. I cittadini senza casa e senza lavoro non sono di serie B: meritano rispetto come tutti gli altri. Governare è difficile e le soluzioni non sempre sono indolori: situazioni di emergenza abitativa le hanno vissute tutte le amministrazioni, ma questo non dà il diritto di disprezzare cittadini in difficoltà. Non comprendo, anche, come il diritto di critica sia sacrosanto se in mano ai 5 Stelle, ma diventi immediatamente 'strumentalizzazione' se esercitato da altri. Dovremmo essere di fronte ad una normale dialettica democratica che, invece di essere apprezzata come contributo alla risoluzione dei problemi, viene demonizzata e ridotta al rango di delitto di lesa maestà.